Il premier Silvio Berlusconi ha respinto oggi la proposta del segretario del PD, Dario Franceschini di istituire l'assegno di disoccupazione, sostenendo che questo provvedimento costituirebbe una sorta di libertà di licenziamento, poichè gli imprenditori alleggeriti nella coscienza da una misura di protezione sociale, espellerebbero più facilmente manodopera.Dubito sia dimostrato che gli imprenditori, nel decidere, se assumere, mantenere o licenziare, si facciano condizionare particolarmente da scrupoli morali. Preminente è la convenienza. La crisi ha già prodotto e produrrà ancora disoccupati, che se espulsi dalla media e piccola impresa non avranno alcuna protezione e aggraveranno la condizione propria o di nuclei familiari già in difficoltà nel far quadrare i propri bilanci e ai quali il governo non dà aiuto. Tuttavia, è singolare che un diniego così motivato, venga proprio da quel presidente del consiglio che solo pochi anni fa si batteva in uno scontro frontale con il sindacato, per l'abolizione dell'articolo 18, quello del licenziamento per giusta causa.

