Il post che vedete qui a fianco è tratto dal blog di Vittorio Zucconi ed è stato ripreso da Luca Sofri, come prova di grande pazienza.Senza nulla togliere a questa virtù e a chi la possiede, credo ci sia un fraintendimento tra modi di comunicare in situazioni diverse. Il tempo di Internet è l'immediatezza: penso, scrivo, invio e pubblico quasi nello stesso istante. E' il mezzo che lo consente e nell'uso di questo mezzo sviluppo una psicologia da fumatore di sigarette. Il frutto può essere buono o cattivo, a volte anche l'immediatezza può dare buoni risultati, ma di questo solo si tratta.
Proprio perchè quello che scrivo adesso non è particolarmente saggio e vale soprattutto adesso, non c'è motivo che attenda ore per vederlo pubblicato, quando ormai magari lo scriverei in modo diverso, o quando ormai la mia testa è concentrata altrove. Funziona così nelle conversazioni personali o in quelle espresse a voce. Se esprimo una opinione ad un mio conoscente, amico, familiare, vicino di casa, collega di lavoro, non accetto che lui mi risponda quattro ore dopo aver fatto tutte le verifiche, voglio un cenno di risposta subito, un ritorno istantaneo che dia riconscimento al mio impulso. Se parlo ad una assemblea, voglio sentire subito la mia voce, non la versione registrata dopo mezza giornata. Andrei nel panico se parlassi e non sentissi quello che sto dicendo, perchè non è stato ancora visionato. Ecco, Internet, i blog, i forum, funzionano un po' così.
Tutt'altra filosofia comunicativa quella della carta stampata: prima medito, magari faccio delle ricerche, imposto una scaletta di argomenti, butto giù una bozza, tolgo il superfluo, correggo, integro, la riscrivo, la invio ad un correttore di bozze, qualcuno ne discute l'opportunità di pubblicazione, poi finalmente viene pubblicata. Che sia un articolo o una lettera al direttore, vede la luce il giorno dopo. Va bene anche così: c'è la sede dell'espressione immediata e quella dell'espressione meditata e differita. C'è il fumatore di sigaretta e quello della pipa. Se io mando una lettera a Repubblica, è giusto che mi adegui a questi ritmi, anzi li dò per scontati, ma se un giornalista di Repubblica fa un blog, forse deve adeguarsi anche lui. C'è il problema dei messaggi incivili. Potrebbe essere l'occasione per creare un posto di lavoro: quello del moderatore.