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7.24.2008

Poesia linguaggio ambivalente

Uno dei motivi per cui non ho appoggiato la mozione 2, la proposta di "Costituente della sinistra", la candidatura di Nichi Vendola alla segreteria del Prc, è che da sempre, fin da piccolo, non ho mai amato interpretare e commentare le poesie. Mio limite, mia ignoranza, mia insensibilità. Fin dai tempi della scuola, ho pensato che il significato della poesia lo conosce solo il poeta e forse neanche lui, mentre gli altri possono leggerci quel che preferiscono. Magari sto dicendo una stupidaggine, sarà vero per alcuni poeti, alcune poesie, non per tutti. Ma in politica forse è proprio così.


7.23.2008

Fuori linea

Non so se lo si può far rientrare nella lotta allo stalinismo, poco importa. Penso sia giusto, magari non sempre subito e nell'immediato, riconoscere che nella storia di un partito, il proprio, la linea non è sempre giusta, adatta e adattata nel modo più intelligente ed opportuno al mutamento della situazione. Succede che la situazione sia la stessa di prima e la linea del partito faccia una bella capriola. Prodi era sempre Prodi, D'Alema sempre D'Alema, Veltroni sempre Veltroni, Fassino sempre Fassino, Rutelli sempre Rutelli, la Confindustria e i poteri forti, sempre quelli, anche gli Usa erano sempre gli stessi, anzi Bush era peggio di Clinton. Ciampi invece non c'era più, c'era Padoa Schioppa, ma il liberismo temperato era sempre quello, come la politica dei due tempi: prima il risanamento poi il risanamento. E allora, bisogna ammetterlo. O abbiamo sbagliato nel 1998 o abbiamo sbagliato nel 2006.

*Fuori linea era, ai tempi di Essere Sindacato, una rivista diretta da Fausto Bertinotti.


7.22.2008

Centralismo democratico e frazionismo patologico

A conclusione del congresso del Pdci, Diliberto ha ripristinato il centralismo democratico. La notizia mi fa sorridere, anche se posso capirla. Il più importante frazionista di quel partito è Marco Rizzo, che rimprovera il suo segretario di non essere abbastanza comunista. Immagino avrà qualche difficoltà a protestare per l'abolizione della sua corrente. Il Pdci, dunque, una caricatura del Pcus e il suo segretario può vantare una maggioranza bulgara. Che invidia per i leaders delle mozioni di Rifondazione. Qui siamo all'opposto: il centralismo democratico non vale neppure all'interno delle singole correnti che si dividono a loro volta sugli esiti auspicabili dell'imminente congresso, a livello nazionale, ma poi giù anche nelle varie federazioni, come quella di Torino che non riesce ancora a darsi un segretario. Chi voleva un congresso basato su mozioni contrapposte per fare chiarezza, è stato accontentato. Ora è tutto chiaro: Rifondazione pare una caricatura del Psi o della Dc, senza però avere alcun potere. Sono sempre stato a favore della libertà di associazione all'interno del partito, la considero fisiologica. Il frazionismo del Prc, però, mi pare ora patologico.


7.20.2008

E-mozione qualificata

Se la Mozione 2 afferma di aver ottenuto la maggioranza dice una cosa falsa. La maggioranza, senza specificazione, è tale solo se assoluta. Se la Mozione 1 afferma che la Mozione 2 è stata sconfitta, dice una cosa ovvia, poichè la proposta politica della Mozione 2, la candidatura di un segretario e l’idea di poter gestire il partito a maggioranza, implicavano una affermazione netta sopra il 50%. Direi di più: la linea della Mozione 2 è una linea da maggioranza qualificata. Che poi, nessuna delle altre mozioni abbia superato un analogo traguardo è vero e non è negato, ma i loro obiettivi erano in partenza più modesti, e in ogni caso, sulla riconferma e sul rilancio di Rifondazione Comunista sono d’accordo. E’ un restante del 52%. La stessa Mozione 1 fin dal principio ha proposto una gestione unitaria.

La sua proposta di partito sociale, qualora si rivelasse inadeguata, sarebbe revocabile, correggibile, nulla escluderebbe, per il Prc, la possibilità di darsi in seguito un’altra linea. Il superamento del Prc in una Costituente della Sinistra, una volta realizzato, costituirebbe invece un punto di non ritorno, senza possibilità di rimedio in caso di fallimento. E’ come se in Parlamento, quattro gruppi proponessero ciascuno un disegno di legge, mentre un altro gruppo propone una legge di rango costituzionale. Il metro del consenso necessario a ciascuno cambia.

Se alzi la posta fino a questo punto, se proponi di giocarti tutto, poi non puoi cantar vittoria con la maggioranza relativa, per di più, omettendo che è “relativa”. Dato che questo viene fatto in tutti gli articoli e in tutti i titoli, è giusto smentirvi. Sui giornali e in televisione, magari si può, ma in Internet è difficile dire bugie o mezze verità, senza che qualcuno ti smentisca o ti corregga.


7.19.2008

Costituente, punto di non ritorno

Nel congresso del Prc, c'è una differenza fondamentale tra la Mozione 2 (Manifesto per la Rifondazione, primo firmatario Nichi Vendola) e le altre mozioni. Le altre mozioni propongono una linea di tipo ordinario. Si può attuare, verificare nei suoi esiti, e poi, se ritenuta errata, si può cambiare. Sarà sempre il Prc a darsi una linea, nuova, vecchia, in continuità. Insomma, qualunque cosa si faccia, si potrà tornare indietro. La Mozione 2 invece, proponendo il superamento di Rifondazione in una Costituente della sinistra, cioè nella formazione di un nuovo soggetto politico, nel momento in cui si attua, costituisce un punto di non ritorno. Se risulterà essere un errore, non si potrà più tornare indietro. Proprio per questo, l'affermazione di una simile prospettiva necessita di un ampio consenso, di una maggioranza qualificata.


7.18.2008

Il congresso enigmistico

Dice Andrea Colombo nel blog della mozione 2, "Manifesto per la Rifondazione": (…) o si trova una soluzione che deve per forza partire dal punto di vista della mozione di maggioranza relativa ma deve altrettanto per forza arrivare a un punto di caduta diverso e più largo oppure, semplicemente, salta tutto (...) La ricerca di una ricomposizione a partire dalla proposta della mozione 2 ma senza esaurirsi in quella proposta (…)"

Ma è’ una ipotesi che esiste già o deve ancora essere formulata? Sembra un complicatissimo indovinello. Ho il terrore di leggere la soluzione. Spero sia accompagnata da un allegato che la decodifica. Sapete qual’è uno dei motivi per cui ho votato la mozione 1? Mentre la leggevo, mi sembrava di capire quello che c’era scritto, fino al punto di riuscire a spiegarla, magari male, a qualcun altro. Quando ho finito di leggere la seconda mozione, invece non mi ricordavo più nulla. Così al congresso di circolo ho scelto di polemizzare con la terza, così giusto per parlare di qualcosa che conoscevo. Dire, scrivere cose comprensibili è importante. Dà una grande soddisfazione a chi ascolta, a chi legge. E secondo me, è gratificante anche per chi si esprime.


7.15.2008

Minoranza assoluta

La DC è sempre arrivata prima alle elezioni. Ha sempre avuto la maggioranza, ma soltanto la maggioranza relativa. Per formare un governo e raggiungere la maggioranza assoluta, doveva allearsi con altri partiti. La mozione 2 (Manifesto per la Rifondazione), che si trova proprio in questa condizione, con chi pensa di allearsi? A volte succede che, mentre gli altri si alleano, la maggioranza relativa non trova alleati. Così diventa minoranza assoluta. La domanda è rivolta a chi concepisce una gestione maggioritaria del partito. Nella gestione unitaria, la questione si risolve da sè, e la linea è data da ciò che è comune a tutti.


7.14.2008

Vendola, solo maggioranza relativa

Il PRC è spaccato in due. Una metà vuole investire il PRC in una costituente della sinistra, un’altra metà vuole invece comunque mantenere l’esistenza e l’autonomia organizzativa del PRC, anche in un rapporto unitario con altre forze. Se ciascuno delle due parti tiene il punto non esiste mediazione. La proposta della Costituente, per potersi realizzare come partito, richiederebbe un consenso molto più ampio, almeno i due terzi. Invece, pur migliorando il dato del CPN, e attestandosi come il documento più votato, quello di Vendola, è solo maggioranza relativa. Un risultato notevole, importante, lusinghiero, ma insufficiente. Inoltre, pesantemente sospettato di essere dopato da improvvisi boom di nuovi iscritti, in alcune realtà del sud, dove il PRC è al governo regionale o poco fuori: Puglia, Calabria, Campania, dove si raccolgono la metà dei voti della mozione 2. In questa condizione, credo sarebbe saggio, da parte dei compagni della mozione 2, prendere atto che la loro proposta fondamentale, ha molto consenso, ma non ha il consenso necessario. Non oggi. Già Garavini propose una Costituente per l’Alternativa nel 1992. Fu bocciato. Oggi, nel 2008, una proposta simile viene rilanciata, con esito migliore ma ancora non maggioritario. Forse in futuro.


7.05.2008

Reggio Calabria, cammellaggi congressuali?

La mozione 1 accusa la mozione 2 di alterare l'esito del congresso con un numero esagerato di iscritti, tesserati al solo fine di votare, e la commissione di garanzia decide l'annullamento del congresso di Reggio Calabria. Liberazione, la cui direzione è vicina alla seconda mozione, prende posizione contro gli annullamenti. Sembra ormai saltata ogni regola. Se il regolamento del congresso ammette le iscrizioni fino a dieci giorni prima la convocazione del congresso di circolo, queste iscrizioni vanno accettate, a meno che non si sia in grado di dimostrare che si tratta di persone tesserate anche ad altri partiti. Ciò detto, la regola è inadeguata, perchè è evidente che con un limite così ravvicinato alla data congressuale, possono anche verificarsi operazioni di cammellaggio. E mi sorprende che sia stata decisa così. Certo, l’errore e le regole non si possono cambiare mentre il gioco è in corso. Ma quel che più preoccupa, a parte il modo approssimativo con cui è stato regolamentato questo aspetto, è il clima. Quando si impugnano gli statuti, i regolamenti, quando si ricorre ai magistrati interni o addirittura esterni, vuol dire che non esiste più fiducia reciproca e si procede di fatto verso una scissione. Se questo sarà l’esito, mi dispiacerà molto. Meglio perdere un congresso che perdere un partito. Se guardiamo ai risultati congressuali parziali, sia quelli pubblicati dalla mozione 1, sia quelli pubblicati dalla mozione 2, vediamo che, chiunque sia il primo, da solo non ha la maggioranza assoluta. Questo è il dato più rilevante. Mi sembra abbiano tutti molta fretta di affermarvsi, lo stesso congresso è stato convocato in tutta fretta. Invece dovrebbero darsi tempo. Quello che stanno per fare oggi, tra pochi mesi, un anno, potrebbe non avere più molto senso.


6.28.2008

C'era una volta la cosa rossa

Ho sempre auspicato l'unificazione dei partiti della sinistra radicale in un nuovo soggetto politico. Rifondazione, Pdci, Verdi, Sinistra Ds, insieme, così come i Ds e la Margherita sono confluiti nel Partito democratico. Una forza che, in base alle Europee del 2004, avrebbe potuto raccogliere il 13% dei voti. E sarebbe pure stata un contributo alla razionalizzazione del sistema politico. In fondo, quali gravi discriminanti giustificano la separatezza organizzativi dei quattro partiti? A me, pare, nessuno. Perciò ho visto favorevolmente la nascita della Sinistra Arcobaleno. Purtroppo solo un cartello elettorale, avrei preferito un partito. E' andata male: 3,1% e tutta la sinistra fuori dal parlamento (il PD stesso rifiuta la definizione di "partito di sinistra", almeno così è per dichiarazione di Veltroni, magari D'Alema la pensa diversamente). Qui le valutazioni si divaricano. E' andata male, perchè eravamo solo un cartello, dovevamo essere un partito. Oppure: è andata male, perchè ci siamo unificati già troppo, dovevamo preservare la nostra identità. Qui è il dilemma: le costituenti, le fusioni, i nuovi soggetti politici capaci di mettere insieme quelli vecchi possono avere un potenziale aggregante, capace di raccogliere anche all'esterno, nei movimenti, nelle associazioni. Ma possono avere anche un potenziale disgregante, capace di destrutturare, demotivare, quel che è già aggregato. Il risultato elettorale della Sinistra Arcobaleno sembra dar ragione alla seconda ipotesi. Sembra. Lo stesso Partito Democratico, progetto che si dà per riuscito, dopo aver unificato i due partiti, Ds e Margherita, ora si articola e si spacca in nuove correnti, dei veri e propri partiti nel partito, con proprie sedi, fondazioni, pubblicazioni, e convegni. E pure il PD ha perso le elezioni.


6.26.2008

Sinistra Critica

Lo annoto come puro pensiero fuggente. E se tra Nichi Vendola e Paolo Ferrero la scelta giusta fosse fuori Rifondazione? Scelta giusta, diciamo una scelta migliore, o semplicemente una possibile buona scelta. Per esempio, "Sinistra Critica". Li conosco, sono brave persone. Si è vero, Franco Turigliatto, il senatore che poi diede vita a questo movimento, compì una forzatura individuale (o individualista?), nel votare contro la missione in Afghanistan concorrendo così alla prima crisi del governo Prodi. Non tenne conto della tenuta del quadro politico. Ma quel quadro politico, ormai, meritava di essere tenuto? Quel quadro politico teneva anche noi, il nostro programma, i nostri interessi sociali di riferimento, la nostra gente? Si, è vero è un piccolo gruppo (0,5%). Ma tutta la Sinistra Arcobaleno al 3% non è un grande partito, e Rifondazione, una parte di quel cartello, oggi è pure a rischio di scissione. Cosa ne sarà di questo partito se si dividerà in due pezzi? Le forze dei vari pezzi finiranno per essere equivalenti e si procederà ad una riarticolazione, a nuove fusioni. Un piccolo gruppo non è radicato nel territorio, ma forse i circoli di Rifondazione, uno per ogni grande circoscrizione, lo sono? E realizzano un radicamento nel riunirsi a commentare i lavori della giunta comunale o di quella della circoscrizione, nel disperdere le proprie energie in mille rivoli sull'impronta delle competenze delle amministrazioni locali. Sinistra Critica almeno fa una campagna per il salario minimo. Fa campagne politiche e su quelle concentra le sue poche forze. Forse in buona parte, è solo la vecchia quarta internazionale? Questo non lo so, comunque, non era proprio una brutta cosa, sul piano personale mi erano simpatici, su tante cose ci andavo d'accordo, come radici culturali, certo non sono proprio le mie. Le mie sono staliniste, sono molto peggio, ma ci sono affezionato. Infine, Sinistra Critica ha avuto l'appoggio di Noam Chomsky e Ken Loach. Bellissimi nomi. Certo, in questo pensiero fuggente, c'è anche molto pessimismo, l'idea che forse per una lunga fase, l'essere comunista o anche solo l'essere coerentemente di sinistra, comporti, prima ancora che una pratica politica, una scelta culturale, di testimonianza. Se c'è poco da fare, anche un bel seminario è meglio che niente. Può darsi, ci penserò.


6.21.2008

Scissione nel Prc?

Questa sera ribadisco il concetto. Il partito è una comunità, ma anche una organizzazione transitoria, uno strumento, che ha un inizio e può avere una fine. Se vogliamo fare una costituente per un nuovo soggetto politico della sinistra e investire Rifondazione in questo progetto, è naturale che dopo, Rifondazione non ci sarà più. E questo, in sè, non ha nulla di male. Non può essere una accusa, nè ha senso negarlo come fosse un delitto. E’ una evoluzione. Che si può non condividere e allora si indica un’altra prospettiva.

Questo dibattito per certi aspetti ricorda quello della Bolognina, nel 1989-91. Anche allora c’era l’accusa di scioglimento da parte del fronte del No e la negazione da parte di Occhetto. Nel 1991, si sciolse Democrazia Proletaria, per confluire in Rifondazione Comunista, e artefici ne furono Giovanni Russo Spena e Paolo Ferrero. Sciolsero il loro partito, per un progetto più grande e fecero benissimo.

Oggi, il punto è questo: dopo il fallimento elettorale della Sinistra Arcobaleno è realistico immaginare un progetto più grande che riguadagni un’alleanza diversa con il partito democratico? Mi sembra arduo immaginarlo e sarebbe un bel disastro se il tentativo nell’immediato comportasse la scissione di Rifondazione Comunista. Ho letto su Repubblica oggi che si parla di ricorso alla magistratura, di congressi truccati, sospesi, di interrogati dei nuovi iscritti, di iscritti falsi. Tutto ciò è molto deprimente, per quanto fisiologico nella storia dei partiti.

Nichi Vendola, Paolo Ferrero, Franco Giordano, non sarete il gruppo dirigente di Togliatti o quello di Berlinguer, e nessuno lo pretende, ma siete persone per bene, siete, potete essere i dirigenti e i rappresentati della sinistra che c’è. Se non vi riesce di fare il meglio, pazienza. provate ad evitare il peggio.

Alla fine ci si può anche dividere, ma non c'è bisogno di farlo così in fretta. Questo partito ha conosciuto varie scissioni, che hanno avuto un senso nel momento contigente in cui si verificavano, per perderlo subito dopo, senza però rientrare, come quella del 1998, del Pdci, o quella più recente di Sinistra Critica.


6.20.2008

Il blog di Nichi Vendola

E' nato il blog ufficiale di Nichi Vendola. Immagino in funzione della battaglia congressuale di Rifondazione Comunista, ma spero anche per dopo. La politica, anche quella di sinistra, quella che subisce una condizione di emarginazione nei media tradizionali, ha finora mantenuto una notevole ritrosia a misurarsi con il web, l'interazione con i naviganti, e quando ha pensato di utilizzare questo nuovo strumento si è limitata a farlo come se si trattasse di una vetrina in più.

Come personaggio, Nichi Vendola mi piace molto, ho di lui una buona stima, fin dai tempi della Fgci e mi ha fatto molto piacere la sua presenza tra i fondatori di Rifondazione. Se sarà lui il nuovo segretario del partito, sarà un leader forte dotato di notevole carisma. L'ideale per la successione a Fausto Bertinotti. C'è anche Paolo Ferrero e pure lui è un dirigente di tutto rispetto.

Tuttavia, non mi è chiarissimo cosa Nichi Vendola proponga. Devo ancora leggere la sua mozione, in verità, tutte le mozioni congressuali. Ma da interviste e interventi vari, finora ho compreso poco. Un orientamento lo ha dato un articolo di Rossana Rossanda: Ferrero rappresenterebbe una visione che pone al centro la contraddizione capitale-lavoro intorno a cui ruotano le altre contraddizioni. Invece per Vendola non vi è più una contraddizione principale, quella capitale-lavoro si affianca a quella di sesso, ambiente-sviluppo, i diritti civili, etc., insomma, una idea del conflitto policentrica. Detta così non saprei proprio stabilire chi ha ragione. Tra l'altro Ferrero ha scritto un libro sugli immigrati insieme a Luigi Ciotti.

Dalla sua analisi, Vendola deriva la proposta della Costituente. Banalizzando e schematizzando, a me sembra si tratti di creare un nuovo partito insieme con la sinistra che ci sta, ergo: la Sinistra democratica di Claudio Fava. Se la metto così, presumo, implicitamente faccio mia l'accusa che viene rivolta a Vendola, e che lui respinge, di voler sciogliere il partito. Il fatto è che in fondo lo penso anch'io, ma penso anche che non ci sia nulla di male. I partiti sono organizzazioni transitorie, possono benissimo scindersi, fondersi, sciogliersi, superarsi in un progetto nuovo. Perchè farne una accusa o perchè nasconderlo? In questa querelle mi sembra che i militanti del partito siano trattati un po' da minorenni. Un dibattito più esplicito e trasparente, più comprensibile, sarebbe più salutare per tutti.