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8.03.2009

Attendere l'ispirazione?

Questa sera non ho nulla da scrivere. Come in molte altre sere, in verità. Per buon senso, ho sempre ritenuto che quando non si ha nulla di dire, sia meglio stare zitti, evitare di intervenire solo per giustificare la propria presenza.

Però, in varie riunioni mi è successo di iscrivermi a parlare lo stesso, confidando che, nell'attesa o al momento del mio turno, qualcosa da dire sarebbe saltato fuori, come se la difficoltà fosse stata solo quella di superare un blocco. Tante volte è stato così. Qualche volta però davvero non avevo nulla da dire.

Per un blogger forse è lo stesso. In ogni caso, è un dilemma sempre verde: scrivere solo quando si ispirati e, in caso contrario, attendere l'ispirazione o provare a scrivere lo stesso, rispettando una scadenza, magari giornaliera? Sono propenso a seguire la seconda regola.

Attendere l'ispirazione può diventare una abitudine e far passare un giorno, due giorni, tanti giorni, fino a lasciare il blog, perchè quando arriva l'idea, a quel punto, ha poco senso metterla per iscritto in un luogo abbandonato. E poi, chissà quando succederà un'altra volta.

Inoltre, è bene accettare i propri limiti e quindi il fatto che in un flusso di pensieri, molte cose siano poco originali, un po' banali, mediocri e che solo ogni tanto si riesca a dar forma a qualcosa di cui si possa esser contenti. Se anche si scorrono i blog d'autore, si vede che è così: ci sono alcune perle tra tanti post che non saranno ricordati tra le "Opere scelte".

Ma soprattutto, vale un fattore allenamento. Aspettare l'ispirazione è un po' come aspettare di aver voglia di andare in palestra. La voglia viene andando, e magari tornando sei soddisfatto di aver deciso di andarci. Abituarsi a scrivere, parlare, intervenire con regolarità, alla fine aiuta anche l'ispirazione. Come in palestra, in piscina, su una pista ciclabile, o in un parco di corsa, si mettono in azione i muscoli, davanti alla tastiera o ad un microfono, si mettono in azione le idee. Magari con qualche acciacco, ma pazienza.

7.11.2009

Meglio Blogger

Meglio Blogger o Wordpress? Dopo dieci giorni su Wordpress.com ho preferito trasferirmi qui, su Blogger.com. Trasferimento manuale realizzato ieri sera. Ho ripostato singolarmente gli otto post del blog, perchè Blogger non importa i file di esportazione di Wordpress. Non so su chi dei due caricare la mancanza. Trasferirsi da Blogger a Wordpress invece è possibile. In ogni caso, i limiti che ho riscontrato su Wordpress sono i seguenti: 1) pannello di amministrazione troppo lento; 2) impossibilità di apportare anche minime modifiche al template se non acquistando un editor per il CSS appositamente offerto, ma io volevo soltanto togliere le sottolineature ai link; 3) impossibilità di avere un aggregatore dinamico per i feed, cioè elenchi di blog e di siti, sulla barra laterale, i cui titoli si aggiornano automaticamente quando in essi vengono inseriti nuovi articoli e si dispongono secondo l'ordine di aggiornamento. Anche inserire il budge di Facebook, su Wordpress è stato complicato: accettava solo di disporsi orizzontalmente e ho rinunciato.

Realizzato il trasferimento, ricordo che anche Blogger ha i suoi svantaggi. Non dispone di un programma di statistica: si può ovviare ricorrendo ad Analytics, le statistiche di Google. I templates hanno un aspetto poco professionale e un po' giocattoloso, ma in rete si possono trovare molti siti che offrono templates per Blogger, molti dei quali emulano i temi di Wordpress, come quello realizzato da Lucian E. Marin, che sto usando adesso e che ho reperito su Btemplates. La capacità di indicizzazione nei motori di ricerca di Blogger, contrariamente a quanto si pensa ritenendolo avvantaggiato perchè proprietà di Google, è inferiore a quella di Wordpress. Come si dice in gergo, Wordpress è più seo di Blogger. I motivi riguardano il fatto che in Wordpress nella titolazione delle pagine i titoli dei post precedono il titolo del blog e i nomi dei tag e delle categorie concorrono all'indicizzazione. Tuttavia volendo, anche l'ottimizzazione seo di Blogger è possibile.

7.04.2009

Blogger o Wordpress?

Un dubbio del blogger riguarda la scelta della piattaforma. Cito dalla voce “blog” di Wikipedia: Dal 2001 ad oggi sono nati molti servizi in italiano che permettono di gestire un blog gratuitamente. Tra i più utilizzati citiamo: Blogger, WordPress.com, Splinder, Clarence, Blogsome, Tiscali, Il Cannocchiale, Io Bloggo, Bloggerbash, Blogdrops, NoiBlogger, Libero, LiveJournal, Windows Live Spaces, MySpace, Skyrock. Esistono poi alcuni network autogestiti. Chi invece vuole creare un blog da gestire in totale autonomia, può utilizzare una delle numerose piattaforme di gestione blog; le più diffuse sono: WordPress, MovableType, dBlog CMS Open Source, Nucleus, Pivot, Dotclear, Drupal. Queste piattaforme possono essere utilizzate su un dominio proprio (anche con hosting a pagamento), per generare un servizio maggiormente personalizzato.

L’orientamento prevalente è che la soluzione migliore sia quella di installare WordPress su un proprio spazio host e con un proprio dominio, in modo di avere la massima autonomia e possibilità di personalizzazione ed anche un rango più “prestigioso”. Tuttavia, se non si hanno particolari esigenze, anche le piattaforme che offrono uno spazio gratuito garantiscono comunque un buon servizio, tale da non doversi necessariamente apprezzare la differenza con le prestazioni che può dare un blog su un sito autonomo e pure riguardo al rango, si possono notare molti personaggi pubblici, politici, giornalisti, studiosi dotarsi di un blog sulle piattaforme gratuite. Per esempio, il pacifista Vittorio Arrigoni, a Gaza sotto i bombardamenti postava su “Io bloggo”; uno dei blog più seguiti in Italia, quello del “Disinformatico” Paolo Attivissimo è da sempre collocato su Blogger (Blogspot), di proprietà di Google; l’ex ministro Cesare Damiano posta su WordPress, così come Ramon Mantovani dirigente del Prc, così come il compianto Franco Carlini, autore della rubrica Chip & Salsa del Manifesto. A qualche anno dalla sua scomparsa, il suo blog è ancora attivo e lo sarà ancora per molto, forse per sempre. Questo è un vantaggio garantito dalle principali piattaforme gratuite: non c’è scadenza da rinnovare.

In rete si possono trovare molte discussioni su quale sia la piattaforma migliore, in particolare la scelta è tra Blogger (proprietà di Google) con 14 milioni di blog e WordPress con 4 milioni di blog. Li ho usati entrambi e secondo me sono due buoni servizi. In sintesi, dal punto di vista hardware è meglio Blogger, perchè ha i server più potenti, quindi un sistema più stabile e veloce, minor probabilità di andare down, banda e spazio illimitato. Dal punto di vista software, è meglio WordPress, se non per il fatto che Blogger è più semplice e più adatto ad un principiante. WordPress si indicizza meglio nei motori di ricerca, attrae subito più visitatori, ha un programma di statistiche abbastanza esauriente, dei templates dall’aspetto più professionale e un pannello di controllo più complesso. Poi la scelta dipende dai propri gusti e dai propri obiettivi. Se si vuol provare a guadagnare, con Blogger è molto facile inserire gli adsense di Google, mentre su WordPress è vietato l’inserimento di annunci pubblicitari. Se si vuole partecipare ad un social network è meglio WordPress dove i blog sono messi in relazione tra loro attraverso la home page, le ultime notizie e gli ultimi commenti visualizzabili nel pannello di controllo e il traback ping automatico mediante soltanto il link di un post.

7.01.2009

Il blog e il suo nome

Nella letteratura sul blogging si danno vari consigli su come creare un blog di successo. Su cosa fare e cosa non fare per raggiungere questo traguardo. Un primo consiglio è quello di concentrarsi su un argomento, un secondo è quello di individuare un nome coerente con l’argomento scelto, che contenga una o più parole chiave relative ad esso e di evitare la tentazione narcisistica di intitolare il blog a se stessi.

La prima regola l’ho sempre violata: ogni volta che ho sperimentato una qualsiasi pubblicazione online (da un semplice sito web, ad un forum, ad un blog) le ho dato un carattere generalista, ottenendo anche qualche buon risultato. Al di là dei risultati, mi piace sentirmi libero di affrontare qualsiasi tema. Non sono uno specialista, aspiro ad essere un tuttologo, esperto di questioni generali, secondo la definizione che, molti anni fa, Claudio Martelli diede del politico. Ecco, la politica è per me un tema di interesse prevalente, ma non l’unico e d’altra parte la politica da sola coinvolge molte questioni. Da giovane predicavo che “tutto è politica”. Però, vorrei postare su qualsiasi cosa, sull’educazione dei bambini, su un film, sui rapporti di coppia, su un fatto che mi capita durante il giorno, sul mio cane, sui miei ricordi, su tutto.

Il filo conduttore su tutto quel che posso scrivere sono io stesso. Così violo anche la seconda regolaa e titolo il blog a me stesso. Una scelta narcisistica, non sono giustificato da nessun ruolo pubblico, però e perciò è anche una scelta imbarazzante, dà un vantaggio e uno svantaggio, un pizzico di soddisfazione e un pizzico di vergogna. Per adesso non mi viene una idea migliore e nel frattempo, dopo anni di nicknames e di pseudonimi (in verità sempre lo stesso) supero la barriera dell’anonimato. Su Facebook faccio già così come molti altri e questo è uno dei motivi di successo di quel social network dove reale e virtuale sembrano integrarsi più che altrove.

Perchè non provare a fare lo stesso nei blog e nei forum? Nella vita quotidiana facciamo tradizionalmente così: ci presentiamo con il nostro nome e la nostra faccia e il nostro nome compare sulla porta di casa e su quella dell’ufficio. In fondo, il blog è questo: una casa, un ufficio virtuale, la propria tana nell’universo del web, un esercizio di proiezione del proprio ego sul resto del mondo che, quasi sempre neanche se ne accorge e quindi non c’è motivo di avere paura di disturbarlo o di fare la figura degli esibizionisti o degli invadenti. Le identità virtuali, se usate in modo corretto, sono una buona cosa: permettono di giocare e di decentrarsi, di partecipare a un ballo in maschera. Per una volta, si può ballare senza la maschera.

2.23.2009

Senza struttura

Il blog non ha una struttura, un ordine gerarchico. Da un post all'altro si passa da palo in frasca. Gli argomenti possono essere identificati con i tag o con le categorie (su Blogger solo con i tag), ma la sequenza degli interventi è casuale. Questo forse dà poca credibilità al blog come media alternativo, ma è molto libero e spontaneo, è qualcosa in più, di nuovo e di diverso rispetto a quello che c'è già. Può dare molta credibilità al blog come media integrativo, come canale di scorrimento per i flussi di pensiero.


2.21.2009

Templates di Blogger

Ce ne sono tantissimi. Basta cercare su Google: "Blogger templates" e ne trovate di tutti i tipi. Se non piacciono quelli predefiniti, c'è solo l'imbarazzo della scelta e la pazienza di sfogliarli.

Navbar di Blogger

Ci sono opinioni discordanti sul fatto se sia lecito oppure no rimuovere la Navbar di Blogger, la strisca posta subito sopra la testata. Qui si suggerisce come nasconderla o come renderla trasparente, qui invece si rassicura sulla ufficiale liceità della sua rimozione. Su Google, si possono trovare molti altri post sull'argomento. Al momento, l'ho rimossa per motivi estetici e non credo di recare alcun danno, nel caso sono pronto a ripristinarla.

Nome o nickname

Torniamo ai dubbi: nome o nickname? Preferirei il nome, dà più credibilità. Però il nick garantisce l'anonimato e soprattutto permette di decentrarsi: può far bene fuoriuscire un po' da se stessi. Ad influire è la norma generale: su Facebook tutti con nome e cognome, sui forum tutti con i nicknames. Qui esperimento, per ora uso il nick.

Perchè Blogger invece di Wordpress

Ero in dubbio (e lo sono ancora) tra Blogger e Wordpress. Per il momento ho scelto Blogger, perchè 1) non ha limiti di spazio e di banda, 2) è monetizzabile con gli adsense. Se anche questo blog non dovesse scalare le vette di Technorati, mi piace l'idea di non avere limiti. Al contrario di quel che si pensa, però, Wordpress è indicizzzato meglio nei motori di ricerca, anche su Google.

Blog sperimentale

Questo blog, per adesso, è un esperimento e può trattare qualsiasi argomento. Non è la prima volta che creo un blog, continuo a sperimentare.

12.14.2008

Tempesta di cervelli

Questo è un blog sperimentale. Lo preciso per i miei lettori immaginari, qualora mi recensiscano severamente. Qui raccolgo i miei pensieri così come mi vengono durante il giorno, senza alcun motivo preciso. Come fosse il contributo alla tempesta dei cervelli. Magari mi venisse così bene. Di solito credo, anzi lo credo sempre, che bisogna prima leggere, poi pensare e poi scrivere. Ma so che non è vero. Vale anche il contrario, forse di più: la scrittura è propedeutica al pensiero e alla lettura e viceversa. Se fisso quel che penso, se lo formalizzo, qualcosa in più rimane. Il titolo anglofono fa parte dell'esperimento.