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10.07.2009

Tutti gli uomini vorrebbero essere come lui?

Questa idea secondo cui molti uomini vorrebbero essere come Berlusconi, è molto propagandata dagli opinionisti del centrodestra. Ha un nucleo di verità, ma non è tutta la verità. Il resto della verità, a mio parere, dice che molti uomini si identificano nel ruolo di padre o di nonno e proprio non vorrebbero che la loro figlia o la loro nipote finisse tra le braccia di un vecchio porco, secondo la definizione di Paolo Guzzanti. Ma anche rimanendo nel ruolo del "maschio", penso che:

1) Molti uomini non vorrebbero affatto essere come lui.
Io, per esempio, vorrei essere invece come Gad Lerner.

2) Molti uomini vorrebbero essere come lui, ma pensano che essere in quel modo sia sbagliato.
Se ad essere come lui fossero i loro padri o i loro nonni, se ne vergognerebbero. E si vergognerebbero di loro stessi se venissero scoperti ad essere in quel modo.

3) Molti uomini vorrebbero essere come lui, anche conciliando istinti e valori, ma mai e poi mai vorrebbero essere pubblicamente mandati a quel paese dalla loro moglie.

Il seduttore di successo, se è sposato, deve saper tenere tutto insieme.
Se sfascia la famiglia, per correre dietro alle ragazzine, non ci fa una bella figura, di certo non appare particolarmente vincente.

Il giorno in cui Veronica Lario ha detto: "La strada del mio matrimonio è segnata, non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni", quanti mariti avrebbero voluto essere come lui?

Patrizia D'Addario a Annozero

Quali novità eclatanti sono emerse dopo l'intervista alla D'Addario ad Annozero? La novità è stata la sua stessa presenza: il pubblico televisivo l'ha vista per la prima volta. Non solo ha sentito la sua versione, ma l'ha anche vista. Vista, espressione del viso, postura del corpo, tono di voce. Anche perciò l'impatto del messaggio televisivo è più forte del suo equivalente in versione cartacea.

Per mesi, in TV quando si è sentito parlare di lei, se ne è sentito parlare in termini denigratori: perchè il grande pubblico non poteva conoscere direttamente il suo punto di vista? Perchè non doveva esserci, fino al punto di mettere a repentaglio la messa in onda della trasmissione? "Il premier sapeva che ero una escort". Davanti a sette milioni di telespettatori. In qualsiasi paese normale, la D'Addario in televisione ci sarebbe andata subito e decine di volte. In una tramissione sull'affare Tarantini, lei è una delle parti in causa. E' quella che ha avviato l'inchiesta o uno dei suoi filoni. E' quella che ha denunciato il capo del governo.

Riguardo la Daddario possibile icona di una sinistra antiberlusconiana, secondo le paure di qualche anti-antiberlusconiano, io la vedo, senza neanche l'attenuante di essere una ragazzina, come un elemento del sistema Tarantini, di quel mondo squallido e marcio così ben incarnato dal cavaliere, in cui la gente si vende e si compra, mette in gioco anima, mente, corpo, la propria dignità in cambio di un favore o di una protezione. Nel momento in cui lei denuncia quel sistema per nobili o ignobili - aspettative deluse, perchè la sua villa non si è trasformata in un residence, non è stata candidata alle Europee, non è stata eletta al consiglio comunale di Bari, ha subito una violazione di domicilio e le sue cose sono state trafugate - la sua posizione diventa simile a quella di un collaboratore di giustizia.

Dal mio punto di vista, non è tanto importante la sorte del singolo, quanto la rottura di quel sistema, a maggior ragione se quel sistema si espande con le sue propaggini anche nelle nostre file, come è successo nella giunta di Bari, dove la corruzione nel rapporto tra sesso e potere si intreccia con quella tra politica e sanità. D'altra parte, lo scudo fiscale non è una grande operazione di corruzione legalizzata? La corruzione è il fondamento di questo sistema, dove tutto ha un prezzo, tutto è mercificabile, e non si divide come l'orario scolastico, perciò non ha senso scegliere un tema o un altro. Bisogna fare opposizione su tutti i fronti, perchè intersecano uno con l'altro.

Qui il "gossip" non c'entra nulla, se poi vogliamo dire che la trasmissione è plebea, è un altro discorso. Santoro non ha "cavalcato la tigre in ritardo" non tanto perchè al momento dello scandalo escort la trasmissione non andava in onda, ma perchè tutto il resto della televisione, che pure andava in onda, non se n'è occupato, anzi ha censurato l'argomento.

Non so valutare se la trasmissione abbia offerto spunti alla magistratura, e in fondo non è il suo preciso compito. L'importante è che abbia offerto spunti ad una opinione pubblica televisiva in gran parte ignara o informata superficialmente e confusamente. Il format delle trasmissioni di Santoro può non piacere, deriva dal Processo del lunedì, però ha il merito di riuscire a raggiungere un pubblico poco colto, che non legge i giornali, non partecipa a convegni, non segue tavole rotonde. Si inserisce nel "pubblico" dell'offerta televisiva "nemica", quella dei reality, dei quiz, della televisione commerciale.

Anche per questo, Annozero è così pesantemente osteggiato: non tanto per quello che dice e mostra, ma per la quantità e la qualità di pubblico che raggiunge, superando i confini tradizionali dell'informazione di sinistra, che magari dice le cose giuste nel modo giusto, senza turbare nessuno. Non dico che Santoro debba essere allora il modello. Però, mi sembra opportuno che ci sia anche lui e in ogni caso è ingiusto che sia censurato.

Gossip

Un'altra parola usata per arginare gli scandali politico-sessuali di Silvio Berlusconi è Gossip. Per Aldo Grasso sul Corriere, il gossip è stato sdoganato in televisione da Annozero, trasmissione ritenuta di sinistra; il nuovo direttore del Tg1 Augusto Minzolini dice gossip, per giustificare il fatto che il suo telegiornale di queste cose non parla.

La parola, Gossip, in questa situazione, è una mistificazione.

Col termine gossip (che l'italiano ha preso in prestito dall'inglese) si intende il pettegolezzo nei confronti dei VIP e dei personaggi dello spettacolo (Wikipedia).

s.m.
1 AD chiacchiera inopportuna, spec. malevola, su fatti altrui: non dar retta ai loro pettegolezzi, non sai l’ultimo p.! | il fare chiacchiere futili e oziose, lo spettegolare: il gusto del p.
(De Mauro)

Berlusconi, nelle sue frequentazioni con escort e minorenni, non sfrutta una posizione di VIP o di personaggio dello spettacolo, cioè di un ruolo che non richiede alcuna forma di legittimazione democratica, non ha nessun titolo di rappresentanza istituzionale non deve offrire alcun tipo di garanzia. Sfrutta la sua posizione di Presidente del Consiglio.

Qui non abbiamo un uomo di spettacolo, ma il capo del governo; non abbiamo storie d'amore e gelosia, ma storie di prostituzione e di induzione alla prostituzione; non abbiamo in gioco risorse private, ma risorse pubbliche e persino istituazionali; non abbiamo chiacchiere private e pettegolezzi, ma documenti e denunce pubbliche.

I documenti che lo accusano, non sono chiacchiere private, sono intercettazioni telefoniche, testimonianze, pubbliche accuse fatte alla luce del sole.

Illazioni

Una parola molto usata in ambito berlusconiano per arginare il papigate è illazioni.

L'illazione è una supposizione ingiustificata. Ma nel caso del papigate, le supposizioni sono più che giustificate.

E' irrilevante se Papi si sia comportato come l'utilizzatore finale riguardo la sfera più intima con la escort e la minorenne, o solo la escort o solo la minorenne. Tra l'altro è dubbio che egli sia in grado di utilizzare finalmente chicchessia, meno che mai grandi quantitativi.

L'oggetto del peccato, e quello che accomuna le sue frequentazioni, non è il sesso, ma un rapporto di scambio. Che sia la semplice busta, che sia la ristrutturazione di una villa, che sia il posto in lista, che sia un posto di lavoro, che sia una comparsa in televisione, il presidente del consiglio scambia favori, grazie anche alla sua disponibilità di risorse pubbliche, con prestazioni personali. Quali? Che si tratti di sesso, di coccole, di compagnia, di semplice conversazione, non ha nessuna importanza. Molti clienti vanno dalle prostitute solo per parlare e poi le pagano. E' sempre un rapporto mercenario.

La stessa Noemi, in più di una intervista, ha dichiarato che lui gli ha prospettato la carriera politica o nel mondo dello spettacolo. Perchè? In cambio di cosa?

Quando Berlusconi ha voluto dare, persino in prima serata a Porta a Porta, una spiegazione sulla causa, l'oggetto, lo scopo di questa frequentazione, dopo la richiesta di divorzio di sua moglie Veronica Lario, ha dato prima una serie di versioni contraddittorie una con l'altra e anche con quelle fornite dal padre della ragazza. Poi, quando è stato sbugiardato, si è trincerato nel silenzio, rifiutandosi di rispondere alle famose dieci domande di Repubblica.

Nel caso di Patrizia D'Addario e le altre ragazze è anche peggio: come è perchè sono invitate più volte a Palazzo Grazioli, come e perchè alcune finiscono candidate alle elezioni. In assenza di spiegazioni plausibili, le supposizioni più ovvie sono lecite ed è lecito parlarne anche sui media, anche in televisione.

10.05.2009

Papi e escort: che male c'è?

Perchè c'è qualcosa di rilevante nel fatto che Silvio Berlusconi abbia rapporti con le escort?

In generale sono per la legge svedese: carcere per i clienti. Il rilievo può essere penale, o politico, o morale. Può essere penale se oltre ad avere rapporti con loro, le organizza, le induce. Lui o altri che lo fanno per lui. Esiste il reato di favoreggiamento e  di induzione alla prostituzione.

Può essere politico, se a frequentare prostitute è lo stesso premier che promuove leggi contro la prostituzione o per la multa o l'arresto dei clienti delle prostitute. E se, nel frequentarle si mette nella posizione di essere ricattato, se getta il paese che rappresenta nel ridicolo di fronte all'opinione pubblica internazionale. Può essere politico e penale se per ricompensare le prostitute usa risorse pubbliche e istituzionali, quali posti di lavoro nella pubblica amministrazione, nella Rai, candidature ed elezione nelle assemblee elettive.

Può essere morale, se nel suo rapporto con le prostitute, assume un comportamento pubblico, esplicito che propone un certo modello del rapporto uomo donna o del ruolo della donna.

Se ne parla troppo, bisognerebbe parlare invece di più di altri temi, come afferma Massimo Fini (e non solo lui) in polemica con Michele Santoro? Non vedo la contrapposizione con l'attenzione verso la crisi economica, tesi peraltro sostenuta anche da Paolo Ferrero, secondo cui le questioni importanti sono altre. Secondo me, le questioni di costume, di cultura, di mentalità, specie nel rapporto tra i sessi, sono molto importanti. In fondo, Berlusconi vuole imporre la censura su entrambi i temi: non vuol dare la pubblicità a chi parla della crisi, vuol denunciare chi parla dei suoi scandali.


Traduzione della vignetta pubblicata sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung:
 "Signora, mio marito è disoccupato, il padrone di casa ci ha dato lo sfratto. i bambini hanno fame. Non potrebbe mica, quando le capita, parlare del mio caso con il signor Berlusconi?"