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5.28.2009

L'arbitro giocatore




Per lungo tempo, anzi fino a pochi giorni fa, ho pensato che gestire un luogo di discussione e al tempo stesso parteciparvi, esserne parte in causa, fosse un handicap, tanto da assumere spesso un atteggiamento di autocensura, di basso profilo, di presenza quasi invisibile. Meglio dare le regole, sistermarsi dietro le quinti, e amministrare senza interferire. Invece non è proprio così, specie se quel che si amministra sono i conflitti interpersonali. Se si tratta di porre limiti o di sanzionare, non c'è problema: la decisione scontenterà sempre qualcuno che vedrà in essa una ingiustizia, un atto unilaterale, parziale.

L'arbitro è sempre un cornuto. Ma l'arbitro di calcio, almeno sta in campo, e vede come vedono gli altri, corre come corrono gli altri, suda e fatica come sudano e faticano tutti gli altri giocatori. Sta sotto gli stessi riflettori. Per un moderatore è diverso. Se si astiene dal partecipare il punto di osservazione cambia. Sarà pure più asettico e più distaccato, ma proprio perchè meno coinvolto, anche molto meno informato nella comprensione delle dinamiche e nella conoscenza delle persone coinvolte. Non è solo una teoria. Di norma, nelle sezioni, nei topic, dove partecipo di più, l'andamento mi risulta più ordinato e anche le eventuali decisioni da moderatore, più adeguate e meglio accettate.

5.14.2009

Come un tram



Succede nella gestione di un forum di trovarsi di fronte a due o più persone che manifestano tra loro una decisa incompatibilità di carattere, fino ad entrare in conflitto e proporsi uno l'esclusione dell'altro, magari cercando di ottenere l'alleanza dell'admin e l'aiuto determinante a conseguire l'obiettivo, a volte in modo surrettizio, a volte in modo ultimativo: "o me o lui, o me o lei", fino all'esternazione del tipico dilemma: "come puoi rinunciare a questo per tenerti quello?"

Bisogna scegliere? Secondo me, è importante, prima di trovarsi in situazioni di questo tipo, stabilire un principio sul modello di forum. Cosa voglio? Un'associazione selezionata di tipo privato, tipo il circolo Arci? Oppure, un luogo di discussione pubblico che funzioni secondo le regole neutre, imparziali di un servizio pubblico, tipo l'esercizio commerciale ottenuto con pubblica licenza?

A me viene sempre in mente il modello del tram. Fa il suo percorso e ad ogni fermata apre le porte, chi sale sale, chi scende scende. Porte aperte a tutti, in entrata e in uscita, si penalizzano, quando occorre, solo i comportamenti. Ho sempre predicato, e cercato di praticare, questo modello, anche quando amministravo in coppia.