
Per lungo tempo, anzi fino a pochi giorni fa, ho pensato che gestire un luogo di discussione e al tempo stesso parteciparvi, esserne parte in causa, fosse un handicap, tanto da assumere spesso un atteggiamento di autocensura, di basso profilo, di presenza quasi invisibile. Meglio dare le regole, sistermarsi dietro le quinti, e amministrare senza interferire. Invece non è proprio così, specie se quel che si amministra sono i conflitti interpersonali. Se si tratta di porre limiti o di sanzionare, non c'è problema: la decisione scontenterà sempre qualcuno che vedrà in essa una ingiustizia, un atto unilaterale, parziale.
L'arbitro è sempre un cornuto. Ma l'arbitro di calcio, almeno sta in campo, e vede come vedono gli altri, corre come corrono gli altri, suda e fatica come sudano e faticano tutti gli altri giocatori. Sta sotto gli stessi riflettori. Per un moderatore è diverso. Se si astiene dal partecipare il punto di osservazione cambia. Sarà pure più asettico e più distaccato, ma proprio perchè meno coinvolto, anche molto meno informato nella comprensione delle dinamiche e nella conoscenza delle persone coinvolte. Non è solo una teoria. Di norma, nelle sezioni, nei topic, dove partecipo di più, l'andamento mi risulta più ordinato e anche le eventuali decisioni da moderatore, più adeguate e meglio accettate.
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