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12.06.2008

Luxuria e l'Isola dei famosi

Luxuria vince l'Isola dei famosi
Ieri sera, ad Anno Zero, Michele Santoro ha intervistato Vladimir Luxuria, per commentare la sua vittoria all'isola dei famosi, decisa dal televoto dei telespettatori del reality, che pare siano ben sette milioni di persone.

Paolo Ferrero, segretario del Prc, ha proposto la sua candidatura alle elezioni europee. Francamente ho preferito le dichiarazioni della sua compagna, Angela Scarparo.

Il reality non l'ho visto, non sono in grado di giudicare le performances di Luxuria, se è stato il format a strumentalizzare lei, se è stata lei a strumentalizzare il format, se la strumentalizzazione è stata reciproca. In generale, penso che il format abbia la netta prevalenza e non solo nei reality. Ho sempre avuto dubbi anche sull'efficacia della partecipazione di Bertinotti ai vari Talk Show, perchè credo che la presenza televisiva sia utile per conquistare popolarità, ma non per conquistare quel consenso attivo che è necessario per sostenere una politica di trasformazione sociale. Tra i vecchi media, penso persino sia più utile la radio.

La scelta di andare all'Isola dei famosi va probabilmente considerata solo come la scelta di un personaggio di spettacolo, in funzione della sua carriera di spettacolo, in un contesto di offerta televisiva che è quello che ha descritto Vauro. Certo, è più nobile fare teatro nelle piazze. Quello che è poco serio - o completamente sbagliato - è cercare di spacciare la partecipazione ad un reality per una missione politica e la vittoria di Luxuria come una vittoria dei diritti civili, nella battaglia contro il pregiudizio.

il manifesto 26 novembre 2008Basta leggere tra le tante dichiarazioni di dissenso nei confronti di Luxuria, per il modo in cui si esprimono: l'omofobia è viva e lotta insieme a noi: il ricorso anche all'uso pubblico di espressioni quali checca, finocchio, frocio, il cui effetto, quale che ne sia la causa o il senso,  è offensivo e  sdogana un atteggiamento, una subcultura; l'ostinazione, pure in modo ostentato, nel riferirsi a lei, con definizioni declinate al maschile, come succede nelle dichiarazioni di simpatia esternate da Alessandra Mussolini e Elisabetta Gardini, già protagoniste di eclatanti conflitti con l'ex parlamentare comunista.

In verità, Vladimir - senza la A e senza la O - non si considera nè uomo, nè donna, e neanche transessuale, perchè non vuole passare da un sesso all'altro. Come dice nella sua scheda si autodefinisce transgender e ritiene più adeguato l'uso di pronomi e aggettivi femminili, nell'indicare la sua persona, presumo in funzione dell'equilibrio che ha raggiunto nella percezione di se stessa. Contraddire la percezione di sè di una persona, nella sua identità di genere, mi sembra una inutile violenza psicologica, che non ha alcuna pertinenza con il giudizio sulla sua condotta individuale.

A proposito, le ultime congratulazioni della Mussolini, mi confermano che la vittoria di Luxuria non ha un particolare significato. Un trans può essere accettato, persino premiato come fenomeno da baraccone e (prima o dopo) invece rifiutato come vicino di casa, collega di lavoro, dipendente, rappresentante del popolo, etc.

9.21.2008

Carramba che propaganda

Carramba che fortuna - Video sigla Belli come Richard Gere / Richard... Gere / Forti come Schwarzenegger / Schwarze... negger / Colti come Umberto Eco / Umberto... Eco / Casti come Formigoni / Formigoni / Noi siamo così / Bravi come Pavarotti / Pava... rotti / Ricchi come Berlusconi / Berlusconi / Noi siamo così / Cha cha cha.

E' il ritornello conclusivo della sigla di apertura di "Carramba che fortuna", condotto dalla eterna Raffaella Carrà. Un elenco di aspirazioni positive (alcune indiscutibili) associate a personaggi modello che le realizzano e le incarnano, nella forma di un ritornello destinato a ronzarti nella testa, diffuso in prima serata come sigla di apertura di un popolarissimo varietà. Pura propaganda subliminale. Neanche tanto subliminale, per il presidente del consiglio e per il presidente della Regione Lombardia. Due politici del medesimo schieramento. Che il ritornello possa essere inteso come canzonatorio, concorre ad umanizzare, rendere simpatico. Nella mente umana, come su Google, la precedenza nella graduatoria della popolarità è data dalla quantità delle citazioni e dall'importanza di chi le cita. Mi spiace per Raffaella Carrà, da mostro sacro a occulto galoppino. Come si dice: Rai di tutto, di più. Infatti, si veda Toccata e fuga.