Le immagini, i video, se e quando ci sono, vanno pubblicati. Non da soli, come illustrazioni di un testo o di un discorso, oppure accompagnate da una didascalia esauriente, ma vanno pubblicati. Con tutte le avvertenze del caso, ma senza censura.Voglio poter decidere io, se posso conoscerle. Preferisco non sia un giornalista a decidere per me. Se mi trovassi in mezzo ad una guerra o testimone di un omicidio o di una violenza, vedrei tutto quello che c'è da vedere. Perchè allora la notizia di questi eventi deve essere parziale, solo verbale? Perchè il nostro stato o stati nostri alleati possono bombardare un paese da conquistare o ricostruire e noi non possiamo vederne l'effetto, per giudicare se davvero ci piace? Perchè nelle nostre carceri si picchiano, si uccidono i detenuti e noi non possiamo vederne i lividi, le ferite, i volti tumefatti, i cadaveri, per valutare se questo è tollerabile, se e quanto vogliamo attendere per conoscere la verità, o per accontentarci delle parole rassicuranti di un ministro, della retorica dello spirito di corpo? Perchè, un politico può essere ricattato con un video, che possono visionare editori, direttori, giudici, politici, ed io non posso vederlo, non posso valutare con i miei occhi, con la mia testa? Perchè un detenuto malmenato può ascoltare l'istruzione di un capitano che dice che bisogna picchiarlo di sotto, non in sezione, ed io non posso ascoltarne la registrazione o leggerne la trascrizione sul giornale?
Sarà sensazionalismo, spettacolo, morbosità - dipende da come si rappresentano i documenti, dalla professionalità dei giornalisti - ma è sempre meglio della censura. La morte di Stefano Cucchi è diventata un caso centrale, nazionale, nel momento in cui sono uscite le foto del suo corpo martoriato. E' una grande pena vederle. Ma perchè la grande pena dovrebbe essere solo del padre, della sorella, di chi lo ha visto all'obitorio, mentre magari la notizia resta relegata nelle pagine di cronaca, senza che il ministro La Russa debba neppure esternare la sua dichiarata ignoranza dei fatti e le sue certezze sulla assoluta correttezza dell'Arma dei Carabinieri? Perchè la protezione della mia sensibilità, del mio equilibrio, della mia emotività, del rischio della mia assuefazione, deve servire per proteggere i responsabili di un abuso, o peggio, di un comportamento atroce?







