10.04.2009

Tassa Santoro?

Nel giorno del settentratreesimo compleanno, a «Unomattina» scorrono le sue immagini che consegna le case a Onna, che stringe le mani dei leader mondiali al G8. E non basta, perché collegato via telefono c'è anche lui: illustra i suoi miracoli al conduttore Stefano Ziantoni affiancato dalla vicedirettrice del Tg1, Susanna «farfallina» Petruni. E conclude: «Grazie per la telefonata, chiamatemi più spesso così mi sento meno solo». E Ziantoni non se lo fa ripetere due volte: «Presidente, qui è casa sua».

E' il presidente del consiglio, quello che si vanta pubblicamente di decidere le nomine RAI. Quello che, nel giorno della consegna delle prime case ai terremotati dell'Abruzzo, si fa organizzare a Porta a Porta un megaspot pubblicitario, rivoluzionando il palinsesto RAI per non essere disturbato dalla concorrenza della prima puntata di Ballarò, opportunamente sospesa e rimandata. E' quello dei cui scandali politico-sessuali non si deve parlare perchè sono solo gossip e pettegolezzi, secondo quanto afferma in un suo pubblico intervento il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, una delle nuove e recenti nomine RAI, che giusto oggi ha recitato un editoriale contro la manifestazione per la libertà di stampa, di cui ha dato notizie dopo oltre venti minuti di telegiornale.

Da teleutente di sinistra mi chiedo perchè dovrei pagare il canone a questa RAI. L'opposizione potrebbe promuovere una rivolta che mettesse il governo sulla difensiva nel sostegno a questo presunto servizio pubblico televisivo. Invece succede l'esatto contrario. E' il Giornale di Berlusconi a promuovere lo sciopero del canone contro la RAI ed è il Partito Democratico a difendere il servizio pubblico. Il Giornale non sopporta che a casa di Berlusconi ci sia anche Annozero ed ecco che ribattezza il canone "Tassa Santoro". Secondo la lista di Chicchito l'intolleranza riguarda anche Che Tempo che fa, Ballarò, e l'Infedele, che però trasmette sulla 7. Insomma, ben un decimo di presenza televisiva non filogovernativa: veramente troppo.

Questo assurdo rovesciamento della realtà ha naturalmente la sua ragion d'essere: è normale che il padrone e monopolista della televisione commerciale voglia demolire la televisione pubblica, anche se oggi è sotto il controllo del suo governo. Si tratta a suo modo di lungimiranza. La stessa che porta il PD a difendere la "casa di Berlusconi".

Ma bisognerebbe provare a uscire da questo schema, come fa Alessandro Giglioli, che tra il serio e il faceto, propone un canone differenziato, sul modello dell'otto per mille. Ciascun teleutente paga il canone, specificando a quali trasmissioni vuole destinare i suoi soldi. Così, chi vuol pagare la tassa Santoro paga la tassa Santoro e chi vuol pagare la tassa Vespa paga la tassa Vespa, chi vuol pagare la tassa Minzolini, paga la tassa Minzolini.

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