8.26.2009

Riproduzione riservata

Dall'inizio di agosto, Il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera pubblicano in loro articoli online con la dicitura in calce, a caratteri maiuscoli "riproduzione riservata".

L’indicazione - spiegano dal quotidiano di Via Solferino - è frutto di una decisione congiunta della direzione e dell’azienda e punta a tutelare il diritto d’autore e ad arginare il fenomeno della ripresa abusiva dei pezzi.

Si tratta, più che altro, di un deterrente - viene precisato - nei confronti dei siti web, ma anche di piccole realtà della carta stampata che saccheggiano il Corriere senza citare la fonte
.

Deterrente vecchio, a dir poco anacronistico. Penso sarebbe più efficace una dicitura in positivo, tipo: "è permessa la riproduzione dell'articolo, a condizione che sia citata la fonte", salvaguardando in un colpo solo il diritto di citazione e il diritto d'autore, oppure, oltre a questa, altre opzioni: vedi Creative Commons.

D'altra parte, non si può escludere, che gli stessi giornalisti del Corriere e di molte altre testate, a loro volta copino dai blog, dalle agenzie, dai giornali stranieri, senza citare alcunché.

Secondo me, fermo restando l'obbligo di citare la fonte, le risorse di un sito dovrebbero essere a disposizione di tutti gli altri siti, purchè senza fini di lucro. La fonte citata, con tanto di link, può anche trarne vantaggio, aumentando i visitatori e migliorando il posizionamento nei motori di ricerca e accrescendo in ogni caso la propria reputazione.

In ogni caso, se proprio ci si vuol tutelare dalla possibilità di essere copiati e possibile inibire, con appositi codici html, i comandi "selezione"; "copia" e "stampa". Un navigante esperto, può riuscire ad aggirarli - intanto anche per lui è una piccola seccatura - ma la maggior parte dei naviganti non saprebbe farlo e comunque preferirebbe lasciar perdere.

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