9.16.2009

Informare e diffamare

Il volterriano Fabrizio Rondolino ha proposto su Facebook di aprire la manifestazione per la libertà di stampa con lo striscione "Viva Ezio Mauro, viva Vittorio Feltri". Io preferisco: "Viva Ezio Mauro e persino Vittorio Feltri". Giusto difendere la libertà di entrambi, ma segnamo la differenza. Posso capire il senso dello slogan: meglio avere la libertà di stampa insieme con la libertà di diffamazione, che negare la libertà di diffamazione negando anche la libertà di stampa. Tuttavia, le due cose sono diverse e non sarebbe sbagliato provare a stabilire un confine, per quanto labile, mentre anche Capezzone, portavoce del PDL prova a trincerarsi nell'equiparazione, sia pure in senso opposto a quello suggerito da Rondolino.

Si può discutere se la campagna su Berlusconi sia gossip o politica, se sia giusto collocare le notizie sui suoi scandali sessuali in prima pagina, in tante pagine, tutti i giorni, o se meritino una rilevanza minore. Comunque sia, restiamo sempre nel campo dell'informazione. C'è un fatto attuale inconsueto, una dichiarazione, una intervista, una rivelazione, una foto, un documento nuovo. Il direttore la reputa giornalisticamente interessante, secondo il suo soggettivo punto di vista, e la propone nello spazio e per il tempo che ritiene congrui, anche a seconda delle reazioni dei soggetti coinvolti: si sottopongono al giudizio pubblico, si sottraggono, chiariscono, si contraddicono, interloquiscono, minacciano, etc. Un caso può sgonfiarsi subito o prolungarsi per mesi, se il protagonista reagisce in modo adeguato o inadeguato. Credo che il modo di informare di Repubblica, de L'Unità, de Nouvel Observateur, tanto per citare i tre quotidiani querelati dal nostro presidente del consiglio, si inquadri in questo metodo, al servizio dell'informazione e magari anche della lotta politica. In questo, non c'è nulla di male, purchè la lotta politica non sia parassitaria dell'informazione, ma contribuisca ad essa. L'impulso alla lotta politica può funzionare da volano all'informazione, essere motivante, stimolante, purchè alla fine l'informazione ci sia. Tanti giornali di orientamento diverso garantiscono il pluralismo e l'equilibrio.

Diversa è la situazione in cui l'informazione è solo uno strumento di lotta politica, ma la lotta politica non concede un grammo di informazione, come probabilmente succede nei casi di Boffo e di Fini. Notizie mezze vere o del tutto false sono proposte con linguaggio allusivo, fatti datati e noti, vengono riattualizzati, rilanciati e divulgati come rivelazioni, le notizie imbarazzanti o lesive dell'immagine di qualcuno, vengono conservate nei cassetti in dossier privati, pronte ad essere estratte a scopo di ricatto e intimidazione, a secondo della necessità di colpire questo o quel personaggio, politico o giornalista, perchè in contrasto con il proprio editore, datore, leader politico di riferimento, in modo che quell'avversario sia disposto a più miti consigli e persino egli stesso a proporre il patto del candidato Stevenson: "Se lei la smette di raccontare menzogne su di me, io la smetto di raccontare la verità su di lei".

Nessun commento:

Posta un commento