La legge che vieta le dimissioni anticipate firmate in bianco, all'atto dell'assunzione, da lavoratrici che potrebbero in futuro aspettare un bambino, è stata soppressa dall'attuale governo, nell'indifferenza generale. Giuliano Amato, ministro dell'Interno nel 2007, commentò il Rapporto del suo ministero sulla criminalità dicendosi impressionato per la quantità di violenza contro le donne. Il modello femminile dominante nella televisione pubblica e commerciale è la velina. Vallettopoli definisce quel vasto e ramificato fenomeno che vede tante giovani ragazze scambiare prestazioni sessuali in cambio di un posto, una parte, una prospettiva di carriera nel mondo dello spettacolo. E forse anche in politica: le liste del PDL, come ha denunciato l'associazione di destra "Fare futuro" sono piene di belle ragazze. Il presidente del consiglio, secondo la definizione del suo avvocato, è stato l'utilizzatore finale di prostitute o donne avviate alla prostituzione. La rappresentanza femminile è ai minimi termini nelle assemblee elettive, negli organi politici esecutivi, ai vertici delle banche, delle aziende, della magistratura. Il setttanta per cento del lavoro domestico è svolto dalle donne e soltanto un terzo delle donne italiane lavora.Questo insieme di cose ha uno sfondo culturale di dimensione nazionale, che si esprime sottotraccia, inconsapevolmente, attraverso convinzioni implicite, luoghi comuni, battute e aforismi. Il tutto sempre in modo innocuo e particolarmente tollerato, se non apprezzato. Questo insieme di cose è il "maschilismo". Quando viene indicato si nasconde dietro le sottane dell'umorismo, del gioco, o dell'inno alle donne. Certi umorismi mettono molta tristezza. Nulla rivela l'uomo come la sua barzelletta preferita (Massimo Gramellini parafransando Freud).
Durante la campagna elettorale del 2008, Berlusconi - un altro dotato di grande fantasia, vedi tutte le balle che racconta - invitò le mogli degli scrutatori del suo partito, a portare il cesto del pranzo ai loro uomini, che non potevano abbandonare i seggi. Venne accusato di maschilismo. L'accusa venne ribadita da Ritanna Armeni durante una intervista a Otto e mezzo. E come rispose Berlusconi? Recitando una filippica sulle virtù femminili. Io maschilista? Io giammai, delle donne penso ogni bene. Che sono più brave, più studiose, più ordinate, più diligenti. Più altre doti sovraumane, che non ricordo. Sicuramente ci poteva stare anche la magia. I maschilisti fanno così. Se non possono dire che le donne sono di meno, dicono che sono di più. Purchè, pari mai.
Per me, il maschilismo è un razzismo. Ve lo immaginate un razzismo ludico? Potrei dirlo in una parola più semplice, per me il maschilismo, come il razzismo, è cacca. La cacca non è associabile. Se facciamo un piatto di cacca e di crema, ne viene fuori solo un piatto di cacca. Sfido chiunque a mangiarselo e a dire che è un po' dolce e un po' amaro. Il gusto sarà uno solo: di cacca.
Allora, cosa può essere il maschilismo ludico? Una cacca ludica. Un gioco di cacca. Ma chi giocherebbe con la cacca? Perciò, quel certo umorismo, tipico degli aforismi misogini è un umorismo di cacca. Alla fine è solo cacca. Perchè quell'elemento di repulsione fa premio su tutto il resto. Potete metterci di fianco, di sopra, di sotto, l'aggettivo qualificativo che volete. La cacca è cacca.
Continuando ad usare un linguaggio tecnico, potrebbe trattarsi soltanto di un peto. Però, molto pervasiva. Tanti insieme formano una camera a gas. Tutto questo non si fonda su un dato di evidente brutalità. Ma su un humus, un atmosfera. Si sprigiona nell'aria, in una certa aria. Un atteggiamento inconsapevole, apparentemente innocuo, bonario, che forma una subcultura. Come nel caso del razzismo, il problema non è dato dai nazisti, ma da quella xenofobia diffusa, buonsensista, pragmatica, che porta alla possibilità dei respingimenti, delle reclusioni, delle torture, degli abusi. Si pensi al detto: "tra moglie e marito non mettere il dito". E' una affermazione criminale. Relativamente alla mafia, si chiamerebbe "omertà". Una affermazione che meriterebbe il linciaggio e invece può essere detta tranquillamente, con il consenso dei più. Esiste pure l'espressione "sano maschilismo" che usata come parola chiave restituisce ventiquattro pagine di Google.
E il femminismo? Non esiste specularità tra maschilismo e femminismo. Il femminismo non è altro che antisessimo. Ma un furbacchione di nome Dumas ha pensato di usare quel nome in senso dispregiativo, contro le donne che lottavano per la parità dei diritti, e così è rimasto. E' come se un bianco fosse riuscito a chiamare negrismo l'antirazzismo. Il confronto tra sessismo e antisessismo non è uomini contro donne, è trasversale ai due sessi, come il confronto tra progresso e reazione.
Esiste una ricerca negli Stati Uniti, in cui si mostra che le coppie migliori, più felici, stabili e durature, sono quelle in cui lei è una femminista. E mi sembra normale, dato che, probabilmente, sono le coppie più equilibrate e l'equilibrio è la condizione della stabilità. Ma quella italiana, è una società squilibrata.
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