10.07.2009

Patrizia D'Addario a Annozero

Quali novità eclatanti sono emerse dopo l'intervista alla D'Addario ad Annozero? La novità è stata la sua stessa presenza: il pubblico televisivo l'ha vista per la prima volta. Non solo ha sentito la sua versione, ma l'ha anche vista. Vista, espressione del viso, postura del corpo, tono di voce. Anche perciò l'impatto del messaggio televisivo è più forte del suo equivalente in versione cartacea.

Per mesi, in TV quando si è sentito parlare di lei, se ne è sentito parlare in termini denigratori: perchè il grande pubblico non poteva conoscere direttamente il suo punto di vista? Perchè non doveva esserci, fino al punto di mettere a repentaglio la messa in onda della trasmissione? "Il premier sapeva che ero una escort". Davanti a sette milioni di telespettatori. In qualsiasi paese normale, la D'Addario in televisione ci sarebbe andata subito e decine di volte. In una tramissione sull'affare Tarantini, lei è una delle parti in causa. E' quella che ha avviato l'inchiesta o uno dei suoi filoni. E' quella che ha denunciato il capo del governo.

Riguardo la Daddario possibile icona di una sinistra antiberlusconiana, secondo le paure di qualche anti-antiberlusconiano, io la vedo, senza neanche l'attenuante di essere una ragazzina, come un elemento del sistema Tarantini, di quel mondo squallido e marcio così ben incarnato dal cavaliere, in cui la gente si vende e si compra, mette in gioco anima, mente, corpo, la propria dignità in cambio di un favore o di una protezione. Nel momento in cui lei denuncia quel sistema per nobili o ignobili - aspettative deluse, perchè la sua villa non si è trasformata in un residence, non è stata candidata alle Europee, non è stata eletta al consiglio comunale di Bari, ha subito una violazione di domicilio e le sue cose sono state trafugate - la sua posizione diventa simile a quella di un collaboratore di giustizia.

Dal mio punto di vista, non è tanto importante la sorte del singolo, quanto la rottura di quel sistema, a maggior ragione se quel sistema si espande con le sue propaggini anche nelle nostre file, come è successo nella giunta di Bari, dove la corruzione nel rapporto tra sesso e potere si intreccia con quella tra politica e sanità. D'altra parte, lo scudo fiscale non è una grande operazione di corruzione legalizzata? La corruzione è il fondamento di questo sistema, dove tutto ha un prezzo, tutto è mercificabile, e non si divide come l'orario scolastico, perciò non ha senso scegliere un tema o un altro. Bisogna fare opposizione su tutti i fronti, perchè intersecano uno con l'altro.

Qui il "gossip" non c'entra nulla, se poi vogliamo dire che la trasmissione è plebea, è un altro discorso. Santoro non ha "cavalcato la tigre in ritardo" non tanto perchè al momento dello scandalo escort la trasmissione non andava in onda, ma perchè tutto il resto della televisione, che pure andava in onda, non se n'è occupato, anzi ha censurato l'argomento.

Non so valutare se la trasmissione abbia offerto spunti alla magistratura, e in fondo non è il suo preciso compito. L'importante è che abbia offerto spunti ad una opinione pubblica televisiva in gran parte ignara o informata superficialmente e confusamente. Il format delle trasmissioni di Santoro può non piacere, deriva dal Processo del lunedì, però ha il merito di riuscire a raggiungere un pubblico poco colto, che non legge i giornali, non partecipa a convegni, non segue tavole rotonde. Si inserisce nel "pubblico" dell'offerta televisiva "nemica", quella dei reality, dei quiz, della televisione commerciale.

Anche per questo, Annozero è così pesantemente osteggiato: non tanto per quello che dice e mostra, ma per la quantità e la qualità di pubblico che raggiunge, superando i confini tradizionali dell'informazione di sinistra, che magari dice le cose giuste nel modo giusto, senza turbare nessuno. Non dico che Santoro debba essere allora il modello. Però, mi sembra opportuno che ci sia anche lui e in ogni caso è ingiusto che sia censurato.

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