Si discute su una piccolezza e se ne fa una grande questione. Procedendo quasi ci si scusa per il fatto di dare così tanta importanza all'argomento, oppure si accusa l'interlocutore nell'esagerare a sopravalutare la gravità del tema. Eppure si partecipa in due. Ma l'oggetto del contendere, battuta dopo battuta, è sempre più una scusa, per definirsi e definire l'altro. Così si procede all'infinito: io sono questo e tu sei quello. No! Io non sono quello, sono questo, e tu non sei come dici, sei come dico. E via, nuovo giro altra corsa, finchè uno dei due molla il colpo per sfinimento. L'ultima parola sanziona la vittoria, almeno così si crede, ma non è vero, perchè poi in una discussione parallela, en passant, si buttà li una parola, una frase, che riapre la questione. Oppure di punto in bianco, un altro giorno, in un altro luogo, si rilancia la discussione. E non finisce mai. Il vantaggio vero è di chi meglio si concilia con le proprie idee (se è meglio integrato) e con i giudizi che riceve. E' più facile, per esempio, essere giudicato un estremista o un ortodosso del proprio campo, che non un traditore, passato al campo avverso. Aggiudicarsi il primato sulla propria bandiera, questo si è un buon punto di forza.12.21.2008
Piccole grandi questioni
Si discute su una piccolezza e se ne fa una grande questione. Procedendo quasi ci si scusa per il fatto di dare così tanta importanza all'argomento, oppure si accusa l'interlocutore nell'esagerare a sopravalutare la gravità del tema. Eppure si partecipa in due. Ma l'oggetto del contendere, battuta dopo battuta, è sempre più una scusa, per definirsi e definire l'altro. Così si procede all'infinito: io sono questo e tu sei quello. No! Io non sono quello, sono questo, e tu non sei come dici, sei come dico. E via, nuovo giro altra corsa, finchè uno dei due molla il colpo per sfinimento. L'ultima parola sanziona la vittoria, almeno così si crede, ma non è vero, perchè poi in una discussione parallela, en passant, si buttà li una parola, una frase, che riapre la questione. Oppure di punto in bianco, un altro giorno, in un altro luogo, si rilancia la discussione. E non finisce mai. Il vantaggio vero è di chi meglio si concilia con le proprie idee (se è meglio integrato) e con i giudizi che riceve. E' più facile, per esempio, essere giudicato un estremista o un ortodosso del proprio campo, che non un traditore, passato al campo avverso. Aggiudicarsi il primato sulla propria bandiera, questo si è un buon punto di forza.
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