Se i tassi di delinquenza di alcune comunità sono più elevati di altre, non c'è nessuna generale correlazione tra criminalità e immigrazione. Se ci fosse, i tassi sarebbe più alti per tutte le comunità di immigrati.
Poi, nell'ambito di queste stesse comunità che presentano dati più elevati, ci sono differenze tra regolari e irregolari e tra gli irregolari occupati e quelli senza lavoro. Quindi, di nuovo, parlare di correlazione tra criminalità e immigrazione è una generalizzazione sbagliata o quanto meno discutibile.
Ormai da vent'anni la pubblicistica prevalente alimenta e amplifica l'idea che più immigrazione significhi più delinquenza. E almeno dal 1990, in misura sempre più preponderante, le campagne elettorali hanno come tema il controllo e la repressione del fenomeno. Proprio in quell'anno, usciva il libro di Fiamma Nirenstein "Il razzista democratico". Dunque, in questo ventennio, non è accaduto che prima sono venuti gli immigrati, poi la criminalità e l'insicurezza, e infine il razzismo. Quello c'era già, tant'è che ispirava anche all'epoca giornali, libri e partiti.
Poi, nell'ambito di queste stesse comunità che presentano dati più elevati, ci sono differenze tra regolari e irregolari e tra gli irregolari occupati e quelli senza lavoro. Quindi, di nuovo, parlare di correlazione tra criminalità e immigrazione è una generalizzazione sbagliata o quanto meno discutibile.
Ormai da vent'anni la pubblicistica prevalente alimenta e amplifica l'idea che più immigrazione significhi più delinquenza. E almeno dal 1990, in misura sempre più preponderante, le campagne elettorali hanno come tema il controllo e la repressione del fenomeno. Proprio in quell'anno, usciva il libro di Fiamma Nirenstein "Il razzista democratico". Dunque, in questo ventennio, non è accaduto che prima sono venuti gli immigrati, poi la criminalità e l'insicurezza, e infine il razzismo. Quello c'era già, tant'è che ispirava anche all'epoca giornali, libri e partiti.
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