2.26.2009

Espellere come?

Ho letto ieri, un editoriale su La Stampa di Enzo Bettiza che propone l'espulsione di settemila romeni, come è avvenuto in Francia, poichè più o meno questo è il numero dei romeni che creerebbero problemi in Italia, secondo quanto dichiarato dal ministro Frattini. Che poi espulsi e problematici non siano proprio le stesse persone, poco importa a quanto sembra. Come per le conseguenze.

Non esiste un modo di respingere o di espellere migliaia di persone senza provocare morti e feriti. I respingimenti alla frontiera messicana degli Stati Uniti e dalle coste europee costano ogni anno migliaia di morti.

Fortress Europe è una rassegna stampa che dal 1988 ad oggi fa memoria delle vittime della frontiera: 13.413 morti

Sono cifre che possono competere con quelle del conflitto israelo-palestinese.
Questo per le deportazioni di massa. E per le espulsioni individuali?

Riaccompagnare i clandestini senza lavoro nei paesi di origine come si fa? Un clandestino non ha identità e se vuoi espellerlo, magari lui non è disponibile a dichiarartela o a dichiarartela vera. Tu dici che è marocchino, ma alle autorità marocchine devi dare un nome e un cognome, altrimenti loro non lo conoscono e per quanto gli riguarda può anche essere nato e cresciuto in Spagna. Quindi dovrai trattenerlo in un CPT, se non riesci ad identificarlo, dovrai limitarti a dargli un foglio di via, che lui non rispetterà, se lo riacciuffi una seconda volta potrai metterlo in prigione. Per questa via, come in parte già succede, potrai riempire le carceri di persone che hanno violato le leggi per l'immigrazione e fanno statistica per i reati a carico degli stranieri, ed avrai un sistema giudiziario e carcerario sempre più ingolfato e sempre meno efficiente per perseguire i criminali veri, quelli più pericolosi.

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