"Io ti ho dato la tua donna". Era rimasta una battuta sussurrata da Silvio Berlusconi a Nicolas Sarkozy in conferenza stampa, durante il vertice italo-francese che si è svolto martedì a Villa Madama. Nessuno, o quasi, era riuscito a carpirla. Il Cavaliere aveva interrotto per qualche secondo il presidente francese mentre stava illustrando i risultati del summit. (Repubblica, 27 febbraio 2009).E' rilevante questa notizia, è giusta averla data, è corretto riportare quanto un politico dice sottovoce, o scrive su un bigliettino, o dichiara al telefono? Secondo me, si, sempre. Non si tratta di essere spioni o voyeur. Il grande fratello riguarda l'esibizione della sfera privata di anonimi personaggi privati che diventano noti, anzi famosi per nulla, il cui pensiero e azione non ha alcun effetto sociale. Quel che pensa, scrive, dice un uomo di potere invece può avere grandi conseguenze, anche su di me, perciò le sue battute, le parole che usa, mi rivelano cose su di lui, sul suo modo di essere, preziose per valutarne il carattere e l'affidabilità. Come dice Massimo Gramellini: "nulla rivela l'uomo come la sua barzelletta preferita".
Lo stesso vale per i comportamenti privati: se hanno l'amante, perchè vuol dire che tradiscono la moglie (o il marito). Se non sono affidabili per la persona che hanno sposato, perchè dovrebbero esserlo per i propri elettori? E' la tesi puritana americana? Good bless America! Il perbenismo e il moralismo si conciliano molto bene con la doppia morale dei vizi privati e delle pubbliche virtù. Io chiedo sia tutto pubblico, anche i vizi, in modo che ciascuno possa scegliere consapevolmente quello che preferisce.
La privacy deve servire per difendere i cittadini dallo stato, non i vertici dello stato dai cittadini. Chi decide che alcune cose si devono sapere e altre no? Lo decide qualcuno per tutti o tutti possono conoscere e valutare cosa è lieve cosa è grave, cosa è giusto e cosa è sbagliato? Un elettore ha diritto di sapere se il candidato che gli chiede il voto è una persona sincera, corretta e affidabile. Ciò non si traduce nel fatto che il candidato sia obbligato a dichiararsi in tutto e per tutto. Lui faccia come crede. Però, su quel che fa, deve potersi esercitare la libera informazione.
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