Io ho iniziato a scrivere in Internet con il mio nome e cognome, prima in una mailing list, poi nel forum ufficiale dei Ds. Dato che ero uno dei pochi a farlo e dato che questa mia scelta non era sempre corrisposta correttamente (per esempio, il mio nome e cognome veniva piazzato nei titoli dei topic a scopo polemico), mi sono assegnato un nick, quello che porto tuttora, per dividere il lavoro: con nome e cognome avrei siglato gli articoli "seri", quelli meditati, impegnati, mentre il nick lo avrei usato nella polemica spicciola, nei flame war. Però succedeva questo: i messaggi scritti con il nick erano migliori, o almeno così mi sembravano, più immediati, spontanei, disinvolti e alla fine anche più interessanti. Così il nick ha soppiantato del tutto il mio nome. In breve tempo però, il nick ha acquisito uno status. Ero quello che interveniva in un certo modo, rappresentando certe idee, mantenendo un certo stile. Per mantenere quello status, di nuovo mi ritrovavo a dover meditare su quello che scrivevo, perdendo in immediatezza, mentre per paradosso, tornando ad usare nome e cognome avrei potuto sentirmi più libero. L'anonimato vero è momentaneo, per farlo durare è necessaria una de-identificazione permanente.3.10.2009
Anonimato e identità
Io ho iniziato a scrivere in Internet con il mio nome e cognome, prima in una mailing list, poi nel forum ufficiale dei Ds. Dato che ero uno dei pochi a farlo e dato che questa mia scelta non era sempre corrisposta correttamente (per esempio, il mio nome e cognome veniva piazzato nei titoli dei topic a scopo polemico), mi sono assegnato un nick, quello che porto tuttora, per dividere il lavoro: con nome e cognome avrei siglato gli articoli "seri", quelli meditati, impegnati, mentre il nick lo avrei usato nella polemica spicciola, nei flame war. Però succedeva questo: i messaggi scritti con il nick erano migliori, o almeno così mi sembravano, più immediati, spontanei, disinvolti e alla fine anche più interessanti. Così il nick ha soppiantato del tutto il mio nome. In breve tempo però, il nick ha acquisito uno status. Ero quello che interveniva in un certo modo, rappresentando certe idee, mantenendo un certo stile. Per mantenere quello status, di nuovo mi ritrovavo a dover meditare su quello che scrivevo, perdendo in immediatezza, mentre per paradosso, tornando ad usare nome e cognome avrei potuto sentirmi più libero. L'anonimato vero è momentaneo, per farlo durare è necessaria una de-identificazione permanente.
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