3.02.2009

Correlazione immigrati criminalità?

Quando si parla di crimni in calo, si fa riferimento al Rapporto sulla criminalità 2007 del Ministero dell'Interno su un arco temporale pari a quello che parte dell'inizio della crescita dell'immigrazione.


"Nel 1992 in Italia c’erano pochissimi stranieri: 648mila permessi di soggiorno, pari allo 0,6 per cento della popolazione. Francia e Germania avevano già una percentuale 10 volte superiore. Anche se raddoppiamo la cifra italiana per includere i clandestini, il numero degli immigrati era il più basso d’Europa. Nel 2004 gli immigrati in Italia erano diventati 2 milioni 200mila, pari al 3,9 per cento della popolazione. Un aumento del 550 per cento (...) Abbiamo recuperato in soli 14 anni parte del gap con il resto dell’Europa. Restiamo sempre al di sotto del 5,6 per cento della Francia e dell’ 8,9 per cento di popolazione straniera della Germania, ma il cambiamento è stato enorme. Lo scossone alla società italiana dato da un ingresso così rapido di stranieri avrebbe potuto far saltare molti equilibri. Sarebbero potuti nascere grandi ghetti a ridosso delle maggiori città, e si sarebbe potuta verificare un’ esplosione di disagio e di criminalità giovanile, e di terrorismo pure. (...) Bene. E’ successo l’esatto opposto. La criminalità grave, quella violenta, che si esprime nel numero degli omicidi, o nelle rapine che finiscono con il morto, è diminuita regolarmente lungo tutto questo periodo e fino adesso. Per la precisione, gli omicidi si sono più che dimezzati tra il 1990 e il 2004: da 1773 sono passati a 714. E’ vero che sono diminuiti di più al Sud, dopo che sono finite le guerre di mafia, ma anche nelle regioni del Nord dove si sono concentrati gli immigrati sono molto decresciuti: da 135 in Lombardia nel 1990 a 91 nel 2004. Da 44 a 31 in Emilia Romagna, e così via. Nel Nord sono diminuiti meno perché partivano già da una base più ridotta. Le rapine cruente, quelle più feroci dove si spara e muore qualcuno, hanno provocato 118 morti nell’Italia del 1990, e solo 18 nel 2003. In Lombardia gli omicidi per rapina sono passati da 11 a 3. In Piemonte da 5 a 1. In Emilia Romagna da 6 a zero. (Pino Arlacchi, Rosso di Sera)

Ora, i teorici della correlazione tra immigrazione e criminalità dovrebbero spiegare come mai all'aumento degli immigrati non corrisponde un aumento dei crimini.


Il tasso di criminalità degli stranieri regolari è 3-4 volte quello degli italiani, il tasso di criminalità degli stranieri irregolari è circa 28 volte quello degli italiani (dati 2005-6).
Non so da dove Ricolfi tragga questi numeri, e su cosa si basino (denunce, reclusioni, condanne?) nell'articolo non lo dice.

Secondo il rapporto annuale dell'Istat 2008, la devianza degli immigrati regolari è solo del 2% superiore a quella degli italiani, mentre l'80% degli stranieri denunciati è irregolari. Il dato è calcolato sui reati denunciati.

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