3.05.2009

Interferenze persiane

BRUXELLES, 04 Marzo 2009, 21:27 - L'intervento dell'ayatollah Ali Khamenei che ha fatto appello ai palestinesi per una resistenza armata contro Israele non è piaciuto agli Stati Uniti. E il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha accusato esplicitamente Khamenei di "interferire" nel processo di pace israelo-palestinese. "Le opinioni espresse al più alto livello dal governo iraniano oggi sono una chiara ingerenza negli affari interni palestinesì', ha dichiarato Clinton alla stampa che l'accompagnava a bordo dell'aereo diretto a Bruxelles. (Agr)

Il regime degli ayatollah è quello che è, un regime autocratico confessionale, probabilmente inviso alla maggioranza del suo popolo; svolge un ruolo negativo per lo sviluppo della pace e della democrazia in Medio Oriente e per la realizzazione delle aspirazioni nazionali palestinesi. Hillary Clinton invece gode di tutta la mia simpatia e l'amministrazione di cui fa parte suscita in me tante buone aspettative fino al punto da ripromettermi di essere indulgente in caso di delusione.

Tuttavia, nell'accusa del nuovo segretario di stato americano rivolta alla guida dell'Iran, c'è qualcosa di surreale, se non addirittura di grottesco. E' come se la Cina, occupasse militarmente un paese europeo, fosse presente in tutto il vecchio continente con i suoi soldati, i suoi diplomatici, le sue aziende, e da questa posizione accusasse l'Inghilterra di interferire in Europa. Cosa ne penserebbero gli europei?

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