Si, ci sono varie accezioni. E questo basta per farne una parola ambigua, motivo di fraintedimento, se ci si ferma al significato letterale. Il guaio ulteriore è che le parole non hanno solo un significato letterale, hanno anche un metasignificato. L'uso di certe parole piuttosto che di altre, dicono chi siamo. Se dico" sono orgoglioso di essere X", chiunque mi ascolti, capisce che ho un problema di autostima, altrimenti non mi esprimerei così. Avete mai letto o sentito Togliatti o Berlinguer parlare di "orgoglio comunista"? No, che bisogno avevano? Erano grandi leader di un grande partito dentro una storia che si muoveva verso la vittoria del socialismo. Metterci sopra pure la retorica dell'orgoglio avrebbe avuto un effetto nauseabondo. I piccoli, i perdenti, i declinanti, i depressi, invece possono farlo, da parte loro lo si accetta, è anche un po' new age, allora si possiamo concedercelo, il communist pride, però è questo ciò che evoca.
L'orgoglio inteso come fierezza, può essere un sentimento privato, implicito, qualcosa che si legge negli occhi. Nel momento in cui diventa pubblico, esplicito, dichiarato, ostentato, diventa un'altra cosa, una cosa che ti scrivi sulla fronte.
Nessun commento:
Posta un commento