Questa vignetta è antipalestinese. Ammesso e non concesso che rappresenti la realtà, mostra sempre una culla palestinese tra l'incudine e il martello: fa da scudo ad un miliziano, ma anche da bersaglio ad un mitra israeliano che gli rimane puntato contro.Nei film che mostrano la lotta del bene contro il male, quando il cattivo prende un ostaggio, il buono resta fedele al suo ruolo, disarma e rimanda la sfida ad un momento migliore, mettendo a repentaglio la propria vita, perchè la vita dell'ostaggio, quella del più debole, viene prima della sua. Se facesse fuoco e accusasse poi il cattivo di essersi riparato dietro una donna o un bambino, ci apparirebbe ipocrita, crudele e cinico, e non potremmo identificarci con lui, nè tanto meno solidarizzare con lui: non sarebbe più il buono, sarebbe uguale al cattivo.
Probabile che il vignettista abbia avuto in mente uno schema divisiorio di tipo non solo morale, ma anche tribale, per cui vi è differenza di valore tra i nostri civili e i loro, tra la nostra culla e la loro.
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