
Esiste un sito che si chiama Informazione Corretta. Questo sito si è dato il compito di bacchettare ogni giorno, giornali e giornalisti che scrivono cose "sbagliate" su Israele. Sbagliate: non sufficientemente filo-israeliane. In particolare, le bacchettate toccano ai giornali di centrosinistra. Quelli di destra stanno nell'area di governo e il governo Berlusconi è in Europa il miglior amico di Israele. Prima o dopo le bacchettate toccano a tutti. Di recente è toccato a Dacia Maraini, alla quale è stato attribuito un errore, il pregiudizio e l'incapacità di usare il proprio cervello. Naturalmente, quando si parla di Israele, poichè si sa, tutto il mondo è coalizzato contro Israele e Dacia Maraini, evidentemente, se ha commesso quell'errore, fa parte della coalizione.
Quale errore ha commesso Dacia Maraini? In un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, il 12 aprile, sul terremoto, ha citato nello spazio di due righe, la sorte di un ragazzo palestinese che sarebbe scampato alle bombe israeliane su Gaza, per venire poi a morire in Abruzzo. Apriti cielo, ecco la lettera di protesta pubblicata da InformazioneCorretta, introdotta dalle carinerie di cui sopra.
Gentile signora Maraini, leggo nel suo articolo sul terremoto dell'Aquila pubblicato sul Corriere l'8 aprile 2009. "....Fra le tante storie mi ha colpito quella degli studenti che abitavano nella casa costruita per loro.....lì sono sotterrati alcuni studenti che oggi avrebbero potuto essere vivi. Compreso UN RAGAZZO CHE ERA SCAMPATO ALLE BOMBE DI GAZA ed è rimasto sepolto sotto le macerie di una casa abruzzese...." (testo ripreso nei sottotitoli dell'articolo) Immagino che lei si riferisca a Hussein Hamada, studente arabo il cui corpo era stato identificato quel giorno dal padre. Non riesco a capire il riferimento alle bombe di Gaza. Hussein Hamada era uno studente arabo ISRAELIANO che era a L'Aquila da due anni per studiare medicina. Proveniva da Kaboul, villaggio della Galilea (che come è noto è situata nel nord di Israele, e non nel sud come Gaza). Forse poteva essere scampato ai bombardamenti degli Hezbollah del 2006 che hanno fatto vittime anche tra i cittadini arabi del Nord di israele, ma certamente non era scampato alle bombe di Gaza. Le sarei grata se volesse gentilmente spiegarmi se si riferiva ad altri, o se si tratta, come mi sembra di un errore. In questo caso mi piacerebbe capire da cose sia nato questo errore. La ringrazio per la cortese attenzione e resto in attesa di una sua gentile risposta Donatella Misler Nota : Ho letto le informazioni su Hussein Hamada sui giornali israeliani in lingua inglese su Internet; i giornali ne hanno parlato ampiamente sin dal primo giorno, quando ancora si sperava che fosse sopravvissuto al terremoto.
Non so se e cosa abbia risposto la signora Maraini, ma sarebbe stato sufficiente da parte di Donatella Misler e soprattutto da parte di "Informazione Corretta", immaginare che a L'Aquila, nel giorno del terremoto, fosse presente più di uno studente arabo e fare una breve ricerca su Google. Ecco il risultato.
Da Gaza all'Abruzzo senza ritorno
Kader è ancora sotto le macerie: era scappato da Gaza lasciandosi alle spalle la distruzione della guerra per cercare nello studio un futuro migliore: uno qualunque, sempre meglio delle bombe e della paura. Alle 3,32, quando la terra ha tremato per 20 lunghissimi secondi, lui era lì, nella Casa dello Studente dell'Aquila, sbriciolata come cartapesta.
Quanti altri ce ne sono, lì sotto con Kader, nessuno lo sa di preciso: al completo, l'edificio può ospitare 140 ragazzi, ma alcuni dicono che la scorsa notte ce ne fossero un'ottantina. Per le vacanze di Pasqua in molti erano partiti già venerdì e si sono salvati. Anche altri hanno avuto fortuna, come i sei ragazzi che dopo 15 ore sono stati estratti, feriti ma vivi. Le voci si sono rincorse per tutto il giorno: prima li hanno dati nella Casa dello Studente, poi in una palazzina a 100 metri di distanza, abitata sempre da studenti e crollata per intero. Ovunque fossero, è un mezzo miracolo in una giornata buia e triste. Li hanno tirati fuori scavando a mani nude o con i picconi: pezzo dopo pezzo, blocco di cemento dopo blocco di cemento.
Ansa, 7 aprile 2009
P.s. Il copyright del titolo, spetta a Liame/Artas
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