Gli immigrati delinquono più degli italiani? Questa è una domanda sbagliata che induce a risposte sbagliate, o persino peggio: sono le risposte sbagliate a prodursi quella domanda, per potersi giustificare. Chi pone questa domanda dice di non farlo perchè mosso da pregiudizi razziali, in quanto la presunta correlazione tra immigrazione e criminalità la spiega in termini sociologici: gli immigrati sarebbero più poveri, più emarginati, più isolati, e quindi più esposti all'eventualità di commettere reati. Però poi, il problema così impostato va a parare nella proposta di soluzioni xenofobe indiscriminate: dato che gli immigrati sarebbero più esposti all'eventualità di commettere reati, per prevenzione è opportuno respingere ed espellere il maggior numero di immigrati possibile.La domanda è sbagliata, non solo per la risposta che implica, ma anche per la rappresentazione generica generalizzante che propone. Gli immigrati sono un insieme molto grande ed eterogeneo. Ci sono molte comunità nazionali di provenienza. Ci sono i regolari, gli irregolari e i clandestini. E poi tutte le differenze per censo, cultura, lingua, religione, genere, professione, etc. A cosa può servirmi considerare gli immigrati in blocco, a parte impostare politiche xenofobe?
La domanda è del tutto arbitraria, così come sarebbe arbitrario domandarsi o considerare che i maschi delinquono più delle femmine, i giovani più degli adulti e degli anziani, i meridionali più dei settentrionali, i poveri più dei ricchi, i residenti in città più dei residenti in campagna. Nessuno si pone domande del genere, perchè nessuno ha in mente misure discriminatorie contro l'insieme più delinquente, nell'ambito del dualismo scelto.
Quei dualismi sono trasversali ad immigrati e italiani, ma in modo diverso, tale per cui il confronto non può risultare omogeneo. Tra gli italiani gli uomini e le donne sono cinquanta e cinquanta, i giovani sono un terzo (declinante) rispetto ad adulti ed anziani. Tra gli immigrati il rapporto è almeno inverso, prevalgono i giovani sugli anziani e gli uomini sulle donne, e in proporzione, gli abitanti nelle città. Se maschi, giovani e residenti in città delinquono di più in ogni società, l'insieme che contiene più maschi, più giovani e più residenti in città, risulterà più delinquente.
Ogni società giovane sarà più delinquente, perchè sarà più di ogni cosa. E' probabile che gli immigrati rispetto agli italiani, facciano di più, in tutte le cose. Più impresa, più lavoro, più assistenza, più ricchezza, e forse anche più delinquenza. Rispetto alla quale, se primeggiano come autori, primeggiano anche come vittime.
Qualche mese fa, circolava il dato secondo cui, il 60% degli stupratori denunciati era italiano e il 40% era straniero. Si obiettava però che gli stranieri erano solo il 5% della popolazione. Vero. Ma anche il 30-40% delle stuprate era straniero e il 50-60% italiane. Dunque, se anche quella maggiore violenza esiste, si esercita non tanto sulla nostra pelle, quanto sulla loro. Tuttavia, il calcolo viene effettuato sugli stupri denunciati che sono soltanto un decimo degli stupri effettivi. Quali sarebbero le proporzioni considerando gli altri nove decimi? La verità è che non lo sappiamo. Stesso discorso vale per gli omicidi e per gli altri reati.
Il Giornale, 20 giugno 2007, scriveva:
Un omicidio su tre commesso da stranieri Su tre persone denunciate per omicidio, una è straniera. E, quasi sempre, è irregolare. La fotografia scattata dal rapporto è abbastanza nitida: la quota degli stranieri sul totale dei denunciati e degli arrestati per la gran parte dei reati, è decisamente più altra rispetto all’incidenza della popolazione straniera nel nostro paese: su 442 denunciati per omicidio, il 32% sono stranieri, mentre la popolazione immigrata non supera il 5% del totale. Ma, afferma il Viminale, "è importante sottolineare che la netta maggioranza dei reati viene commessa da stranieri irregolari, mentre quelli regolari hanno una delittuosità non molto dissimile alla popolazione italiana". Lo dicono i numeri: il 74% degli stranieri denunciati per omicidio è irregolare; così come il 72% dei denunciati per tentato omicidio; il 62% per violenza carnale, il 63% per sfruttamento della prostituzione. Nel complesso, gli stranieri regolari denunciati nel 2006 sono stati quasi il 6% del totale dei denunciati, un numero che si avvicina di molto alla percentuale di immigrati rispetto alla popolazione residente (5%). Quanto alle nazionalità degli stranieri che commettono reati, anche in questo caso i paesi sono gli stessi che forniscono il maggior numero di irregolari: Albania, Marocco e Romania. I romeni sono i primi per gli omicidi, le violenze sessuali, le estorsioni, le rapine nelle abitazioni e i furti con destrezza. Gli albanesi primeggiano per i furti in abitazione mentre i marocchini per i tentati omicidi, le lesioni dolose e gli scippi.
Un omicidio su tre commesso da stranieri è una verità parziale, perchè riguarda solo gli omicidi di cui è stato accertato l'autore. Il 90% degli omicidi commessi dalla criminalità organizzata e il 30% degli omicidi commessi da altre forme di crimnalità si risolve con indagini dall'esito negativo e l'omicida resta sconosciuto.Secondo, Marzio Barbagli, in tutte le storie di immigrazione, in America e in Europa, i contemporanei hanno avuto la percezione che gli immigrati fossero più delinquenti e portassero ad un aumento della criminalità. Poi però le inchieste ufficiali e gli studi definitivi sull'argomento smentivano questa tesi. E' stata smentita anche la tesi secondo cui gli italiani in America erano più criminali dei nativi. Secondo Barbagli però questa tesi è vera rispetto all'immigrazione attuale in Europa a partire dalla metà degli anni '70. Si potrebbe obiettare che siamo ancora agli studi intermedi, in itinere, come nelle storie precedenti, e non ancora agli studi definitivi. Tuttavia, Barbagli ritiene che la causa prima di questa condizione stia proprio nelle politiche di contrasto all'immigrazione, che renderebbero più difficile l'integrazione legale degli immigrati. Nella sua inchiesta su immigrazione e sicurezza (2008) Barbagli cita il dato dei romeni. Noi siamo erroneamente convinti che da quando i romeni sono potuti entrare liberamente in Italia, siano stati autori di un numero crescente di reati. Invece questo non è vero. I reati compiuti dai romeni sono cresciuti rapidamente negli anni precedenti, ma proprio nel 2007, nel momento in cui hanno smesso di essere clandestini, si sono stabilizzati.
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