9.24.2009

Perchè restiamo in Afghanistan?

L'uccisione di sei militari italiani ripropone il quesito: cosa ci stiamo a fare in Afghanistan dopo otto anni? Con i talebani in ripresa dal 2005 che controllano parte del territorio, con le province presidiate dai signori della guerra, con un governo delegittimato dai brogli elettorali, che si tabalenizza sempre più nelle sue iniziative legislative prossime alla legge islamica. Dopo otto anni, il bilancio è disastroso e Obama, il leader del nostro stato guida, non sembra avere una strategia, nè per risolvere il pantano, nè per uscirne. I precedenti sono più che scoraggianti, dai sovietici ai britannici, in Afghanistan non ha mai vinto nessuno. Si obietta, se ce ne andiamo, lasciamo il paese nel caos. Ma il paese è già nel caos e noi siamo una fazione tra le altre e come le altre incapaci di dare una conclusione al conflitto.

Forse una guerra può essere giusta, può essere una guerra di civilizzazione, forse una democrazia si può esportare. Però, al prezzo dell'investimento di grandi risorse. Si possono conquistare le anime e le menti degli abitanti locali, se si evitano le stragi di civili, ma questo vuol dire impiegare molti più soldati ed esporli maggiormente al rischio di essere uccisi. Si possono ricostruire le scuole, gli ospedali, le infrastrutture civili, un apparato amministrativo, giudiziario. Si possono portare l'acqua potabile, l'elettricità, le fognature in ogni casa. Si possono creare fabbriche e posti di lavoro, si può sviluppare l'agricoltura in alternativa alla coltivazione dell'oppio. Si può comprare tutto l'oppio per la nostra produzione di morfina. Ma questo richiede molti soldi, una sorta di Piano Marshall.

La guerra in Afghanistan è fallita sul piano militare perchè è fallita sul piano della ricostruzione nazionale, mai davvero perseguita dall'amministrazione Bush, che ha subito abbandonato l'attenzione al fronte afghano, per concentrarsi sull'Iraq, dove poi ha commesso gli stessi errori. Può adesso Obama rimediare? Possono rimediare gli Stati Uniti e l'Europa alle prese con la crisi finanziaria globale? Può a questo rimedio, partecipare l'Italia, un paese il cui governo, la cui opinione pubblica vanno nel panico se qualche centinaio di disperati sbarca a Lampedusa? Non a caso, a invocare il ritorno a casa è il partito xenofobo della Lega Nord.

Ha senso insistere nell'occupazione dell'Afghanistan solo se si è disposti a fare una guerra vera, sul terreno, con molti morti tra i militari, senza affidarsi agli stragismi, e se si è disposti a investire molte risorse nella ricostruzione nazionale di quel paese. Così, ha un senso, anche se il risultato non è garantito. Diversamente bisogna ritirarsi.

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