
La paura dell'invasione presuppone una grande coscienza sporca. L'idea che la diseguaglianza tra "noi" e "loro" sia così grande che a "loro" convenga trasferirsi da "noi" a qualsiasi condizione, sottomettendosi a qualsiasi schiavitù. Per "loro" sarà sempre un passo avanti. Solo non si capisce come il movimento di tanta disperazione dovrebbe sentirsi scoraggiato dal fatto che "noi" non concediamo "loro" il permesso di soggiorno. Cosa sono i nostri centri di identificazione ed espulsione (CIE), le nostre prigioni, i nostri fogli di via, rispetto alle loro guerre, torture, dittature, carestie, pestilenze? Se persino l'agonia e la morte nel Mediterraneo sono un rischio accettabie, quale paura può incutere la cattiveria di Maroni?
Il fatto è che in Italia non ci sono milioni di immigrati che fanno i lavavetri, gli ambulanti, le prostitute, i raccoglitori di pomodori. Naturalmente, l'asse portante dell'immigrazione è il lavoro nell'industria, nei servizi. Poi a questo si accompagna una quota di marginalità che pratica l'accattonaggio. Questa quota marginale - in una visione falsata - diventa la componente prevalente. Al 2007, questi sono i lavori dei regolari e questi quelli degli irregolari.
Il fatto è che in Italia non ci sono milioni di immigrati che fanno i lavavetri, gli ambulanti, le prostitute, i raccoglitori di pomodori. Naturalmente, l'asse portante dell'immigrazione è il lavoro nell'industria, nei servizi. Poi a questo si accompagna una quota di marginalità che pratica l'accattonaggio. Questa quota marginale - in una visione falsata - diventa la componente prevalente. Al 2007, questi sono i lavori dei regolari e questi quelli degli irregolari.
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