Il reato di immigrazione clandestina, condannato ieri dall'Onu e dal Vaticano, istituzionalizza l'equazione immigrato uguale criminale, lo veicola e lo consolida in un senso comune xenofobo.
In uno stato laico, democratico, di diritto, ha senso definire reato quel comportamento che viola i diritti, i beni, l'incolumità, la libertà altrui. In uno stato autoritario o "etico" può essere reato anche quel comportamento che, pur non facendo del male a nessuno, viola un principio ideologico, religioso, morale o addirittura una norma burocratica fine a se stessa. Nello stato democratico possono esserci leggi autoritarie e viceversa. Il reato di immigrazione clandestina appartiene alla tipologia delle leggi e degli stati autoritari. Come pure la legge sulle droghe, quella che stabilisce il principio secondo cui "drogarsi non è lecito".
Perciò, la lotta contro il reato di immigrazione clandestina è una lotta contro la deriva autoritaria dello stato, a difesa della democrazia e della sicurezza per tutti. Una lotta che comincia dallo studio e dalla divulgazione della conoscenza della realtà, contro i pregiudizi, i luoghi comuni, il modo paranoico di fare informazione.
Un vantaggio del razzismo che si fa governo è la diffusione di inchieste sulla condizioni di vita degli immigrati irregolari in Italia. Notevole quella pubblicata da L'Espresso n. 22 - 5 giugno: "Ho comprato un clandestino". Sempre dallo stesso settimanale: "Nomadi sarete voi".
La sua utilità nella tutela della sicurezza è nulla. Se un immigrato delinque incorre in un reato. Esistono già leggi per perseguirlo e sanzionarlo ed eventualmente per espellerlo e fargli scontare la pena nel suo paese d'origine. Se però lo si vuole perseguire e condannare a prescindere, allora bisogna decidere che la sua stessa condizione è un reato. Ecco il reato di immigrazione clandestina.
In uno stato laico, democratico, di diritto, ha senso definire reato quel comportamento che viola i diritti, i beni, l'incolumità, la libertà altrui. In uno stato autoritario o "etico" può essere reato anche quel comportamento che, pur non facendo del male a nessuno, viola un principio ideologico, religioso, morale o addirittura una norma burocratica fine a se stessa. Nello stato democratico possono esserci leggi autoritarie e viceversa. Il reato di immigrazione clandestina appartiene alla tipologia delle leggi e degli stati autoritari. Come pure la legge sulle droghe, quella che stabilisce il principio secondo cui "drogarsi non è lecito".
Perciò, la lotta contro il reato di immigrazione clandestina è una lotta contro la deriva autoritaria dello stato, a difesa della democrazia e della sicurezza per tutti. Una lotta che comincia dallo studio e dalla divulgazione della conoscenza della realtà, contro i pregiudizi, i luoghi comuni, il modo paranoico di fare informazione.
Un vantaggio del razzismo che si fa governo è la diffusione di inchieste sulla condizioni di vita degli immigrati irregolari in Italia. Notevole quella pubblicata da L'Espresso n. 22 - 5 giugno: "Ho comprato un clandestino". Sempre dallo stesso settimanale: "Nomadi sarete voi".
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