Il principio di responsabilità individuale consiste nel fatto che se tu commetti un reato, lo stato persegue te. Non fa una retata di membri del tuo gruppo di appartenenza. E neppure mette preventivamente i membri del tuo gruppo di appartenenza in un campo di concentramento, perchè tra di loro potresti esserci tu che colpirai chissà come, chissà quando.
La correlazione tra immigrati e criminalità non è indiscutibile. Infatti varia da comunità a comunità. A parte Romeni, Albanesi e Marocchini, questa correlazione non risulta.
Il punto non è contrastare l'immigrazione clandestina. Come, peraltro? Il clandestino è soltanto una persona che ha perso il lavoro e ne cerca un altro, come succede a tanti di noi. Anzi, nella maggior parte dei casi, è una persona che lavora, che vuole regolarizzarsi, i cui datore di lavoro è disponibile a regolarizzare, ha presentato formale richiesta, ma non ottiene risposta perchè non rientra nella quota del decreto flussi.
Il punto è contrastare la criminalità. Quello di dargli un volto, prendendo a prestito la forma di una etnia o di una condizione, è soltanto un palliativo autorassicurante, non un metodo efficace di contrasto.
I sociologi misurano e studiano il fenomeno da molti anni. E lo studiano come un fenomeno complesso e si pongono molte domande. Poi, giornalisti, politici e conversatori da bar sport si appropriano del loro lavoro, lo intendono a modo loro, e si precipitano a dare risposte. Sono questi che vogliono andare a parare da qualche parte. Gli scienziati vanno bene. Sono gli stregoni e gli alchimisti che mi suscitano molta diffidenza.
Uso il termine razzismo in base alla sua accezione estensiva, riportata in tutti i dizionari, che indica la tendenza ad identificare un gruppo con una caratteristica negativa. Operazione che - come già ricordato - si può fare con tanti gruppi.
Non solo gli immigrati, ma anche i giovani, i maschi, i poveri, forse i meridionali, magari chissà anche i gay, delinquono di più. Ma tu non invochi misure di contrasto contro tutti questi gruppi, perchè non provi sentimenti fobici verso di loro. La tua fobia scatta solo quando si parla di immigrati. E come si chiama la fobia degli immigrati? Xenofobia. Che è appunto l'accezione estensiva del razzismo.
A proposito di correlazioni, prova a pensare che la composizione degli immigrati è diversa da quella degli autoctoni. Noi siamo in prevalenza anziani, loro in prevalenza giovani. Noi siamo uomini e donne, loro sono ancora in prevalenza uomini. Noi viviamo in città e in campagna, loro vivono soprattutto in città. Se facessimo un confronto tra grandezze più omogenee, per esempio tra giovani italiani e giovani romeni o tra maschi italiani e maschi romeni, probabilmente il divario tra i reati diminuirebbe di molto.
La correlazione tra immigrati e criminalità non è indiscutibile. Infatti varia da comunità a comunità. A parte Romeni, Albanesi e Marocchini, questa correlazione non risulta.
Il punto non è contrastare l'immigrazione clandestina. Come, peraltro? Il clandestino è soltanto una persona che ha perso il lavoro e ne cerca un altro, come succede a tanti di noi. Anzi, nella maggior parte dei casi, è una persona che lavora, che vuole regolarizzarsi, i cui datore di lavoro è disponibile a regolarizzare, ha presentato formale richiesta, ma non ottiene risposta perchè non rientra nella quota del decreto flussi.
Il punto è contrastare la criminalità. Quello di dargli un volto, prendendo a prestito la forma di una etnia o di una condizione, è soltanto un palliativo autorassicurante, non un metodo efficace di contrasto.
I sociologi misurano e studiano il fenomeno da molti anni. E lo studiano come un fenomeno complesso e si pongono molte domande. Poi, giornalisti, politici e conversatori da bar sport si appropriano del loro lavoro, lo intendono a modo loro, e si precipitano a dare risposte. Sono questi che vogliono andare a parare da qualche parte. Gli scienziati vanno bene. Sono gli stregoni e gli alchimisti che mi suscitano molta diffidenza.
Uso il termine razzismo in base alla sua accezione estensiva, riportata in tutti i dizionari, che indica la tendenza ad identificare un gruppo con una caratteristica negativa. Operazione che - come già ricordato - si può fare con tanti gruppi.
Non solo gli immigrati, ma anche i giovani, i maschi, i poveri, forse i meridionali, magari chissà anche i gay, delinquono di più. Ma tu non invochi misure di contrasto contro tutti questi gruppi, perchè non provi sentimenti fobici verso di loro. La tua fobia scatta solo quando si parla di immigrati. E come si chiama la fobia degli immigrati? Xenofobia. Che è appunto l'accezione estensiva del razzismo.
A proposito di correlazioni, prova a pensare che la composizione degli immigrati è diversa da quella degli autoctoni. Noi siamo in prevalenza anziani, loro in prevalenza giovani. Noi siamo uomini e donne, loro sono ancora in prevalenza uomini. Noi viviamo in città e in campagna, loro vivono soprattutto in città. Se facessimo un confronto tra grandezze più omogenee, per esempio tra giovani italiani e giovani romeni o tra maschi italiani e maschi romeni, probabilmente il divario tra i reati diminuirebbe di molto.
Nessun commento:
Posta un commento