
Nemmeno nei cantieri edili non c'è molta parità... di donne non se ne vedono nè si sentono recriminazioni e lotte per raggiungere la parità in quei settori.
Beh, non proprio, qualche iniziativa c'è e qualcuno ne parla.
Londra cerca muratrici per i Giochi Stanziati 30 mln di euro per istruirleA.A.A. muratrici cercansi. E' questo l'appello del governo inglese in vista della costruzione dei nuovi impianti sportivi che ospiterano le Olimpiadi del 2012 a Londra. Il segretario all'Educazione, Alan Johnson, ha deciso di stanziare circa 30 milioni di euro per preparare il gentil sesso a uno dei lavori più maschili che esistano. "Non c'è nessuno motivo per cui le donne debbano solo guardare o gareggiare", ha detto.
I Giochi londinesi creeranno migliaia di posti di lavoro nell'industria della progettazione e realizzazione, inerenti alla costruzione della rete dei trasporti e degli stadi. E secondo lo stesso Johnson anche le donne potebbero beneficiare di questo boom. "Le donne dovrebbero essere coinvolte anche nella progettazione e realizzazione delle strutture", ha spiegato.
Il cancelliere Gordon Brown ha promesso di trovare la somma prevista nel budget del governo, per aiutare le donne a inserirsi nel mondo del lavoro e il dipartimento dell'Educazione ha deciso di spendere questi soldi nel progetto Londra.
Una sfida per certi versi affascinante e ardua come quella di portare le Olimpiadi alla corte di Sua maestà. Convincere le donne ad armarsi di piccone e cazzuola non sarà facile, ma vuoi mettere l'abbronzatura garantita e il fisico scolpito?
Fonte Tgcom.it
In Italia, per esempio, la Cgil
Comitato Direttivo Nazionale Fillea Cgil. Roma, 29 ottobre 2007
Su questo tema, credo che il lavoro svolto ancora dopo il Congresso abbia testimoniato quanto la Fillea abbia voluto provare ad andare contro una legge quasi fisica. Tra pochi giorni le donne segretarie generali di province saliranno a dodici, diciamolo francamente, una piccola rivoluzione.
Vale qui, quanto detto in precedenza. Non possiamo fermarci, nonostante i risultati, ma badate, non tanto e non solo perché c’è una regola statutaria che ce lo impone. Per me, quel riferimento, non è mai stato il vero stimolo per agire su questo punto, anche perchè, se realmente le donne non esistessero nel settore non ci sarebbe barba di commissione di garanzia che potrebbe imporre una cosa che non esiste.
Abbiamo detto di credere a due cose. La prima, che vogliamo combattere l’idea di una incompatibilità biologia tra il nostro settore prevalente, l’edilizia, e la presenza delle donne nei cantieri. Certamente, si tratta di una attività pesante, soprattutto per le modalità di svolgimento del lavoro. Ma la battaglia per la qualificazione del settore, qualità del lavoro, sicurezza, condizioni di vita nei cantieri, deve servire per ridurre le distanze tra questo lavoro e la possibilità delle donne di entrarvi.
L’altra è che, là dove le donne sono presenti, debbono essere rappresentate e impegnate agli stessi livelli di responsabilità degli uomini, sapendo che per rimontare lo squilibrio vale quello che ancora Carla diceva a Napoli, portando questo problema come esempio. Non solo a parità di condizioni occorre scegliere la donna, ma occorre anche che una donna non entri nei gruppi dirigenti solo per sostituire una donna, ma anche e soprattutto per sostituire un uomo.
Ovviamente, questo non significa che le donne debbono saltare i processi democratici e trasparenti di verifica del consenso. Ma, essendo tutti adulti e vaccinati, sappiamo che alle donne si è soliti presentare un conto più salato, esami supplementari, invece di favorire la creazione di queste condizioni di consenso. E’ triste quando ogni tanto si sentono affermazioni del tipo “ma quella non può farlo, c’ha anche i bimbi da badare e non potrebbe garantire…” E’ triste, ma è anche grave, quando è soprattutto se non esclusivamente l’uomo a fare queste affermazioni.
La nostra volontà di rispettare la regola dello Statuto, lavorando per costruire le condizioni, è innanzitutto una scelta culturale. Vorrei ricordare che già in diversi paesi, anche nel nostro, il tema della parità tra i sessi nella rappresentanza politica ed istituzionale –anche in riferimento all’Art. 51 della Costituzione- è gia oggetto di iniziative, che assumono come obiettivo la presenza paritaria di entrambi i sessi. Non dico che dobbiamo assumere quel riferimento come obiettivo vincolante, ma faccio per ricordare quale sia oggi l’orizzonte che sta orientando la discussione sulla presenza di genere, per far si che la Fillea vi partecipi sia come adesione culturale alla campagna, che come impegno ad una coerente applicazione della norma statutaria.
dalla Relazione di Franco MARTINI, Segretario Generale Fillea Cgil, al Comitato Direttivo - Roma, 29 ottobre 2007
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