
Esiste il sessimo nella chiesa? Ovvio che si, le donne sono escluse dall'ordinazione sacerdotale.
«Nelle parrocchie collaboriamo il più possibile con i preti, ma restiamo sempre un gradino sotto - spiega suor Emilia Smorgon, domenicana delle Ancelle del Signore -. Noi sgobbiamo per ottenere un ruolo sul campo e, piuttosto che attendere innovazioni dall’alto, ci impegniamo ogni giorno ad allargare i settori del nostro impegno: dall’assistenza, alla formazione, dalla catechesi all’animazione liturgica». Una parità dal basso, quindi, senza attendersi particolari avalli dalla gerarchia. L’ostacolo maggiore è la preparazione: per varcare la soglia della «stanza dei bottoni», infatti, mancano l’esperienza e la «scuola di comando», appannaggio esclusivo dei sacerdoti. «La gran parte di noi consacrate siamo state indirizzate fin da giovani alle opere di solidarietà e carità piuttosto che ad un percorso di studi - analizza suor Emma Bottamedi, 63 anni, delle Missionarie del Sacro Cuore di Roma -. Nella Chiesa si avverte ancora la tradizionale linea maschilista e, rispetto alla società, siamo rimaste indietro. Certo, i posti di responsabilità restano irraggiungibili per le donne, ma è altrettanto vero che per raggiungere quegli incarichi serve una preparazione che nella quasi totalità dei casi non abbiamo. Se c’è da costruire un seminario, nulla impedisce che sia una donna a gestire le finanze di una diocesi o del Vaticano. Però, dobbiamo guadagnarci sui libri la nostra fetta di potere. Non agognarla come una concessione»
La Stampa 21 luglio 2007
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Come pure l'omofobia: i gay non possono diventare preti.
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