4.20.2009

Incidenti domestici (2)

I dati sugli incidenti domestici sono esagerati, bisogna distinguere quelli in casa propria e quelli in casa altrui, la maggior parte sono cadute, la maggior parte sono anziani, riguardano tutti uomini, donne e bambini, insomma, calcolarli non vale, non bisogna fare confusione?

Discussioni che fanno molti distinguo se ne possono trovare anche in merito agli incidenti sul lavoro. Tempo fa, il sottosegretario Castelli, per attutire la crescente sensibilità dell'opinione pubblica sulle cosiddette "morti bianche" affermò che metà di quelli che sono registrati come "incidenti sul lavoro" sono in realtà incidenti stradali. E' vero? E' giusto scremare dal dato degli incidenti sul lavoro gli incidenti stradali di chi va o torna dal lavoro?

Un nostro utente imprenditore ha scritto vari post per sostenere che, secondo lui, molti incidenti sul lavoro sono dovuti al fatto che i lavoratori stessi, per loro negligenza, non rispettano le norme di sicurezza. Per esempio, non si mettono il casco nei cantieri, perchè hanno caldo, etc. E' giusto colpevolizzare i lavoratori per assolvere gli imprenditori?

Nel processo sulla ThyssenKrupp, l'azienda sta cercando di scaricare sugli operai la responsabilità dell'incendio e della inadeguata attivazione delle misure di sicurezza. Lo trovo indegno.

Affermare: non ti succede qui e se ti succede in fondo è colpa tua è da sempre il modo in cui gli imprenditori, i padroni e i loro rappresentanti politici, i loro opinionisti, scansano le questioni relative alle norme di sicurezza, al loro rispetto, alle sanzioni necessarie, alle condizioni materiali di lavoro, ai ritmi ai tempi.

Io sono abituato a trattare gli incidenti sul lavoro e tutti i problemi legati alla condizione del lavoro come se la controparte dei lavoratori fossero gli imprenditori. Non mi era mai venuto in mente di dividere i lavoratori tra maschi e femmine, di considerare solo i problemi dei maschi e di farlo come se la loro controparte fossero le femmine, al fine di negare che nel mondo del lavoro e nella società esiste uno squilibrio sociale a svantaggio delle donne.

Però, se a qualcuno viene in mente (poichè le proiezioni e le percezioni della mente umana sono illimitate), gli faccio notare che anche le donne subiscono infortuni sul lavoro (1 incidente su 4 riguarda una donna), che gli incidenti sul lavoro che vedono vittima una donna sono in aumento, e che le donne che non lavorano, non sono certo al sicuro tra le mura domestiche.

Va bene, distinguiamo le ustioni, dalle cadute dalle scale, dai tagli con il coltello, dai cazzotti ricevuti dal marito (ah no, questo rientra nel dilagante fenomeno della calunnia e della diffamazione), ma si tratta sempre di incidenti legati ad una condizione. Se passi tante ore in casa piuttosto che in ufficio, ti farai più male in casa con maggiori probabilità. Quando a me è successo di farmi male, non è successo in palestra, in ufficio o all'aperto, mi è successo in casa.

In compenso, non sono considerati tra gli infortuni relativi alle attività domestiche, gli incidenti che le donne subiscono quando vanno a fare la spesa: essere investite, rimanere schiacciate tra le porte di un tram, subire uno scippo, etc. Ci mancherebbe altro, vero?

Certo, empiricamente sembra strano anche a me che la casa possa essere un luogo più pericoloso o pericoloso quanto una fabbrica o un cantiere. Penso, ciò sia dovuto al fatto che nelle fabbriche e nei cantieri si trova solo una quota della popolazione e per un tempo limitato: gli operai sono circa sette milioni, vanno in pensione tra i 50 e i 60 anni, magari prima di invecchiare trovano il modo di passare a mansioni più leggere, meno rischiose, sono più concentrati sul pericolo. In casa invece c'è tutta la popolazione e per tutta la vita. Le casalinghe in pensione non ci vanno mai e se una casalinga ha un incidente a 80 anni non dobbiamo considerarlo valido? Mio nonno a 30-40-50 anni faceva l'operaio alla Fiat, mia nonna a 30-40-50 anni faceva la casalinga. Mio nonno a 60-70-80 anni giocava alle bocce. Mia nonna a 60-70-80 anni faceva la casalinga.

Comunque per uscire dalla confusione, si possono leggere in dettaglio i dati dell'Istat, relativi al 1999.

1 commento:

  1. ecco sì.. mi viene in mente che poco tempo fa fu fatta una proposta provocatoria ... se tutte le donne smettessero per un mese i lavori domestici e di cura.
    Già. Bel pasticcio.

    Chissà cosa succederebbe invece se tutti gli operai smettessero di lavorare per un mese. Cantieri chiusi, ma nemmeno manutenzioni meccaniche, mezzi pubblici in tilt, probabilmente, acquedotti, aziende elettriche, forse succederebbe pure un disastro più grande.

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