4.23.2009

Maschilista è misogino?




Mi chiedo se misoginia e maschilismo vadano necessariamente insieme. Un maschilista si sente superiore alle donne, ma non per questo le vede in modo ostile.

Se prendessimo una discussione tra un antisessista (o una femminista) e un mascolinista misogino, uno (o una) di quelli che si battono per la "liberazione del maschio", penso che un maschilista in senso tradizionale, dopo aver strabuzzato gli occhi, si porrebbe in una posizione intermedia, equidistante, super-partes.

Non può concordare con l'antisessista, perchè lui ci tiene alla divisione gerarchica dei ruoli sessuali (chi in modo più hard, chi in modo più soft), ma non può neppure concordare con il mascolinista misogino, perchè a lui l'idea di vivere in un modo in cui la donna gli sta sopra gli deprime ogni atteggiamento di superiorità. Dev'essere lui a frignare perchè le donne lo picchiano e lo violentano? Deve rinfacciare alla moglie, i morti sul lavoro? Deve organizzarsi con altri uomini (l'unione fa la forza) per raggiungere la parità di diritti con le donne gravide, che scansano le fatiche dei muratori, si fanno mantenere a sbafo dai datori di lavoro e poi li fregano con le agevolazioni all'imprenditoria rosa, un attimo dopo aver sottratto il figlio al padre? Nessun maschilista serio accetterebbe di farsi mettere a testa in giù, per poi dover sgambettare come un folle con i piedi per aria.

Direbbe: "dio mi guardi da questi e da quelli" e se ne andrebbe in un altro luogo a discutere di politica ,di calcio, o di motori insomma a discutere di cose da uomo. Perciò, forse il mascolinismo misogino, nella sua allucinante irrazionalità, è un discorso più che dai maschilisti, dalle donne misogine, che possono ergersi a protettrici del nuovo sesso debole, e per questa via in fondo, essere e sentirsi forti. Un maschilista invece, se non è proprio un re, almeno è un realista.

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