
Il solito mestiere di Antonio Polito e del Riformista: spiegare all'opposizione che non bisogna attaccare Berlusconi perchè sennò si fa il gioco di Berlusconi. Eccolo nell'ennesima variante: Perchè non può diventare un Noemi-Gate
Prendiamo questo passaggio:
Dal nostro punto di vista - lo abbiamo già scritto - le domande di Repubblica sono legittime e pertinenti. Il vero punto della sua incalzante campagna non è - non può essere - accertare se Berlusconi è fidanzato con Noemi, come ieri ha sintetizzato Giuliano Ferrara. Ciò che l'opinione pubblica può chiedere è accertare se, per i suoi comportamenti privati e per uno scarso autocontrollo, il premier possa diventare ricattabile. Ma una campagna giornalistica è una cosa, e un conflitto istituzionale è un altro. Anche se pensa che Repubblica abbia ragione, non è detto che l'opposizione debba farvi seguito con iniziative istituzionali. Sulle quali, invece, dovrebbe essere estremanente prudente.
Non penso che la campagna di un giornale debba per forza ridursi a questo obiettivo. Può essere invece una campagna moralizzatrice, a tutto campo. L'obiettivo viene formulato in termini vittimistici nei confronti di Berlusconi. Se è ricattato? E perchè dovrebbe essere ricattato? E se fosse lui il corruttore? Polito, se vuole fare il consigliere di sinistra, potrebbe sforzarsi di formulare l'argomento almeno in termini neutrali: sul piano dell'iniziativa istituzionale, se ci sarà, la questione è se il premier scambia, ricompensa, le sue relazioni private, con risorse pubbliche, di cui, in quanto capo del governo, ma anche padrone di Mediaset, egli dispone in gran quantità.
Riguardo Bill Clinton, lui frequentava una maggiorenne. E per la differenza di età, avrebbe potuto essere il suo giovane padre, non il suo vecchio nonno. Il caso fu sollevato da Monica Lewinsky, perchè lui tradì le sue aspettative. Qui, Berlusconi non ha tradito (almeno non ancora) le aspettative di Noemi, ma quelle di sue moglie. E' stata lei ha far esplodere il caso, con la richiesta del divorzio. Ed è stato lui ha scegliere di replicare alla moglie in prima serata TV. Raccontando pubblicamente di fronte a milioni di persone, un sacco di frottole.
Fosse Polito direttore di Repubblica, questa cosa sarebbe molta e sepolta li: è evidente che ha detto qualche bugia... (poca roba).
Infine il "passaggio più delicato". Il mondo ci guarda, i giornali stranieri chiedono di chiarire (privi di un saggio consigliere), e noi italiani di fronte al resto dell'umanità ci facciamo una figuraccia nazionale. L'opposizione sia responsabile e contribuisca a riporre i panni sporchi nel lavaggio di famiglia (traduco il senso).
"E' chiaro che Berlusconi è in difficoltà"... grazie a giornalisti diversi da Polito. E ora che è in difficoltà? Cosa farebbe il più brillante e machiavellico degli strateghi? Ovvio, lo lascerebbe stare. E' sempre così che si fa, no? Quando l'avversario è in difficoltà, si batte in ritirata, altrimenti lui passa per perseguitato.
Da pacifista convinto, commissionerei ad Antonio Polito una sola pubblicazione: L'arte della guerra.
Foto: Milan-Roma, Berlusconi contestato.
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