7.29.2009

Giustizia e libertà

Le tante ipotesi di rilancio, rifondazione, della sinistra, del comunismo, dopo il fallimento dell'Urss, hanno al fondo questa idea: la conciliazione del principio dell'uguaglianza con quello della libertà.

E' l'ipotesi di Rifondazione comunista, ma la si può ritrovare anche nel nome stesso della formazione concorrente "Sinistra e Libertà". Era il modo in cui Achille Occhetto spiegava il nuovo corso del PCI e poi la fondazione del PDS. Era l'intuizione del socialismo liberale, di Giustizia e libertà, della stessa Socialdemocrazia e, infine, dell'eurocomunismo berlingueriano. In fondo, era la stessa idea di Marx che vedeva nel libero sviluppo di ciascuno la condizione del libero sviluppo di tutti.

In Italia, questa intuizione però, ha sempre prodotto derive di destra, dal PSDI di Saragat, al PSI di Nenni e poi soprattutto di Craxi, al PDS-DS di Occhetto, D'Alema e Veltroni.

Senza particolari consapevolezze, avevo una vaga percezione di questo andamento già all'età di sedici anni. Provavo diffidenza per lo strappo nei confronti dell'URSS e interrogavo i compagni più grandi sul nostro prossimo futuro: diventeremo come il PSDI e come il PSI? Era il 1982. Loro mi rispondevano: "No, siamo davvero un partito diverso, abbiamo fiducia nei nostri leader, nei nostri dirigenti". Mi citavano Berlinguer, ma anche i dirigenti locali della Federazione.

I miei due oracoli erano sinceri e oggi sono due bravi sindacalisti della FIOM. Ma, Berlinguer, morì due anni dopo e il partito prese la china che, senza alcun merito, avevo indovinato, con il mio schematismo e il mio semplicismo, senza una particolare intelligenza politica, che a quell'età neppure potevo pretendere di avere.

Non successe, per colpa del distacco dall'URSS, non successe per colpa di nessuno. Fu per il venir meno dell'essere partito della classe operaia, perchè dopo la sconfitta dei 35 giorni della Fiat, le ristrutturazioni, le delocalizzazioni, la frammentazione del tessuto produttivo, venne meno la classe operaia, la cui sconfitta fu sancita dal referendum sulla scala mobile del 1985.

Quella giusta intuizione che mette insieme uguaglianza e libertà, per potersi realizzare, per non rimanere solo libertà, ha bisogno di un ancoraggio, di essere l'espressione politica e organizzativa di tante persone in carne ed ossa che per essere liberi come individui hanno bisogno della giustizia sociale come principio collettivo.

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