7.31.2009

Allattamento al seno: in pubblico perchè no?

Perchè una donna può sentire il bisogno di allattare in pubblico? Qualcuno se lo domanda e poi si risponde da solo. Sarà per uno sfizio esibizionistico. O per non curanza. O per facili costumi. Per pigrizia. E l'elenco delle risposte "intelligenti" potrebbe continuare, una volta saltata e rimossa la risposta più semplice e banale: insieme alla sua mamma c'è un bambino che piange perchè ha fame, dove si trovano si trovano: sul tram, al ristorante, su una panchina, passeggiando per strada. A quel punto la madre decide cosa è più importante: se l'immediato bisogno nutritivo ed emotivo del suo bambino o le eventuali paturnie, i disagi, i turbamenti e i bachettonismi, delle persone circostanti. Quelle che magari, non hanno mai allattato, ma sottovoce o nei loro retropensieri, sono pronte a giudicare chi lo fa, senza nascondersi.

Qualcuno, purtroppo, è pronto a passare anche alle vie di fatto per far valere un immaginario divieto di allattamento in pubblico. Il caso più recente, quello di un albergo a Madonna di Campiglio. Nell'anno 2009, in epoca di esibizionismi senza confini, un direttore d'albergo chiede alla mamma di «nascondersi», mentre nutre il suo piccolo al seno. «Non è colpa mia se qualche cliente ha protestato», dice. Lo sgradevole episodio ha giustamente suscitato la protesta del sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, ma di sicuro non è un caso isolato. Tempo fa, ha avuto la sua versione virtuale, con il divieto di Facebook di pubblicare le foto delle mamme che allattano.

Questo atteggiamento di rifiuto, di incomprensione, che considera disdicevole svolgere in pubblico il gesto più naturale e sano del mondo, produce almeno due conseguenze negative: 1) induce le madri a recludersi oppure a scegliere tra ruoli obbligati a divenire incompatibili, quello di madre ritirata in casa con il proprio bambino, che può richiedere il latte anche ogni ora, o quello di un essere sociale che continua a condurre una vita normale, a lavorare, e a spostarsi liberamente. 2) Nella scelta della libertà, a finire sacrificato rischia di essere il latte materno e i cicli naturali di nutrimento del bambino, a favore del pratico e pubblicamente esponibile biberon con latte artificiale e i suoi rigidi orari.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, raccomanda allattamento materno esclusivo per i primi 6 mesi. La raccomandazione che vale per le madri, non può non valere anche per il mondo circostante, parenti, amici, conoscenti, vicini, colleghi ed estranei, i quali, in ogni situazione, dovrebbero assumere un atteggiamento almeno non dissuasivo. Allontare, apostrofare o comunque importunare una donna che allatta, in qualsiasi luogo, dovrebbe essere un reato.


Dichiarazione UNICEF-OMS sull'allattamento al seno

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