8.01.2009

Albano è meglio di Michael Jackson?

Albano è meglio di Michael Jackson? Ho appena plagiato il titolo di un articolo di Alessandro Massarenti, l'esperto di filosofia del Sole 24 Ore, che si pone lo stesso dilemma e quasi quasi risponde di si.

Il dubbio e la sua soluzione nascono da un'altra storia di plagio (presunto) dimostrato in modo discutibile, ma soprattutto inverosimile. Sì, perchè una verità inverosimile provoca lo stesso effetto di una stravaganza: fa ridere. Micheal Jackson che plagia Albano è come Charlie Chaplin che plagia Lino Banfi, come Lev Tolstoj che plagia Carolina Invernizio, come Barak Obama che plagia Valter Weltroni. Difficile crederlo, anche se messi di fronte ad una prova scientifica. Ne dedurremmo che la scienza è una baggianata. Massarenti invece ne dedurrebbe che il pregiudizio ci fa essere profondamente ingiusti. Sarà.

La storia è questa: nel 1993 Albano accusa Michael Jackson di avere copiato una sua canzone (I cigni di Balakà), si tratta di un pezzo dell'album Dangerous, per la precisione Will you be there. Nel 1997, il tribunale di Roma dà ragione ad Albano, perchè le due canzoni avrebbero 37 note uguali e condanna Jacko ad una multa di 4 milioni di dollari. Albano sarebbe stato disposto a conciliare se fosse stato citato tra gli autori della canzone o se Jackson avesse cantato in duetto insieme a lui. Ma nel 1999, il tribunale civile di Milano stabilisce che semmai tutti e due gli autori hanno copiato o si sono ispirati a vecchi standard blues, poichè le due canzoni sono entrambi prive di originalità e somigliano a vecchi brani come Tell hope, Bless you e Just another day wasted away.

Insomma, due canzoni basate su temi blues comuni, come ne esistono probabilmente tante, come si somigliano molte altre canzoni con temi comuni, dal tango al valzer, al flamenco, al twist, al rock and roll. Lo stesso Albano oggi ammette che Jackson non voleva plagiarlo. Dunque, alla fine di vero resta solo il mio plagio del titolo dell'articolo di Massarenti. Io però, sono meno snob di Jacko e se il saggista filosofo del Sole 24 Ore mi propone, per conciliare, di scrivere un articolo insieme, penso che accetterò.

Per concludere, la parola a Riccardo Rossi.

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