7.21.2009

Iran, ragazze vergini stuprate e giustiziate

L'Ansa e l'Unità hanno diffuso una notizia abberrante. Un anonimo miliziano Basiji intervistato dal Jerusalem Post ha raccontato di giovani donne vergini condannate a morte e stuprate in carcere la notte precedente l'esecuzione. Secondo la legge islamica vigente in Iran, è vietato giustiziare una vergine. Per poterla giustiziare, la vergine viene sposata ad un carceriere, il quale, anche a scopo di ricompensa, abusa di lei prima che sia messa a morte.

La notizia è talmente aberrante che viene il dubbio possa essere falsa, considerando che la fonte originaria è un giornale israeliano di destra, giornale del paese che vorrebbe muovere un attacco armato all'Iran. Purtroppo però la questione relativa all'autenticità di una notizia e quella relativa alla sua strumentalizzazione, non sono coincidenti. E' possibile strumentalizzare notizie vere. Un altra versione plausibile infatti è che crimini di questo genere siano noti e che solo oggi si scelga di enfatizzarli. D'altra parte, sappiamo che in Iran vengono impiccati i giovani solo perchè omosessuali e sappiamo anche che in quel paese, come in molti altri paesi islamici, la violenza contro le donne raggiunge vette intollerabili.

Una mia amica iraniana dice che si, queste cose in Iran succedono per davvero, non è una usanza nuova. Le ragazze stuprate e messe a morte in genere sono accusate di essere comuniste e le famiglie sono anche costrette a pagare la dote al "marito" carceriere. L'usanza è citata anche in Persepolis di Marjane Satrapi e nel libro di Marina Nemat, "Prigioniera a Teheran" (Cairo, 2007).

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