Non sono del tutto d'accordo nel liquidare come "gossip" la campagna sulle frequentazioni private extraconiugali del presidente del consiglio, per almeno tre motivi.1) Lui stesso esibisce la sua vita privata a fini pubblici, poi quando questa esibizione lo mette in difficoltà, risolve la faccenda ricorrendo alle bugie, come è successo nel caso del suo rapporto con Noemi Letizia. 2) Alcune delle donne da lui frequentate sono state ricompensate con risorse pubbliche (posti di lavoro o candidature politiche); 3) il suo stile di vita ostentato concorre alla formazione di costume, un modo di essere uomini e di rapportarsi alle donne, che può riassumersi nella parola "gallismo".
Ciò detto, Berlusconi ha fatto cose altrettanto e forse più gravi. Basti consultare la voce di Wikipedia dedicata ai "Procedimenti giudiziari a carico di Silvio Berlusconi", per conoscere i reati di cui è stato imputato e le leggi ad personam usate per sottrarsi alla giustizia, ultimo il lodo Alfano. Eppure su questo terreno, il cavaliere non è mai stato disarcionato, fino al punto che, quando si citano le sue vicende giudiziarie, di riflesso, una parte della sinistra afferma che "non bisogna parlarne, perchè così si fa il gioco di Berlusconi".
Sui rapporti con le donne, invece, questa condizione di impunità pare non funzionare completamente. La campagna di Repubblica insiste da tre mesi e il premier si dibatte tra silenzi, bugie, contraddizioni e non riesce a spostare l'attenzione su altri argomenti. In parte la fiducia del suo elettorato risulta intaccata e anche la Chiesa cattolica lo attacca.
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