8.11.2009

Quelli che sognano di essere come Berlusconi

Quando scrivo sulla guerra, sul conflitto di civiltà, sul diritto internazionale, sul Medio Oriente, sulla storia, mi sembra in fondo di trattare cose troppo grandi per me. Chi sono io, per dare consigli ai capi delle grandi potenze, del presente e persino del passato, dallo zar della Russia al presidente degli Stati Uniti? Dovrei prenderla più bassa e occuparmi di cose più piccine, tipo lo stile di vita del nostro presidente del consiglio. Il fatto è che come molti uomini comuni, sogno di essere Napoleone e resto davvero disorientato quando sento dire che gli uomini italiani sognano di essere Berlusconi. Poi, mi oriento di nuovo pensando che la storia non ha uno sviluppo lineare e progressivo.

Se stiamo andando avanti o indietro, in alto o in basso, possiamo consultare tanti indicatori, compresi i personaggi oggetto di invidia e ammirazione. Essi stessi si invidiano e si ammirano, e spesso sopravvalutano il proprio appeal restando imbambolati di fronte alla propria immagine. Sarà forse solo una bella trovata del proprio entourage avvocatesco quella di dire che ogni italiano vorrebbe poter essere l'utilizzatore finale di grandi quantitativi di donne e di possedere così tanta ricchezza e così tanto potere da non dover essere neppure in obbligo di ricorrere a ricompense. E' una valutazione diffusa anche sulla stampa internazionale. Questo spiegherebbe perchè il cavaliere rimane in sella nonostante il susseguirsi degli scandali sessuali che lo coinvolgono: il grande consenso popolare, nonostante e forse persino grazie al suo stile di vita.

Però, è pur vero che alle elezioni europee, al contrario delle previsioni, non ha sfondato, che nei sondaggi i consensi sono in calo, che al governo, il premier, sembra in balia di forze centrifughe, anche in conseguenza del proprio indebolimento. Dunque in sella, ma acciaccato. L'informazione omissiva delle televisioni e di buona parte dei giornali italiani, è stata sufficiente a ridurre il danno, ma non a superarlo. La maggioranza degli italiani, forse non ci pensa neppure a identificarsi nel piccolo grande seduttore, senza contare il fatto che la maggioranza degli italiani sono italiane, magari non proprio contente di essere potenziali oggetti di un utilizzatore finale.

Ma anche nel rapporto con i galletti o con i puttanieri impenitenti credo qualcosa si sia rotto, perchè è stata ignorata la loro seconda natura: quella di essere dei mammoni ammogliati. La doppia morale dei vizi privati e delle pubbliche virtù richiede di essere rispettata nella sua doppiezza: vizi privati e, appunto, pubbliche virtù. Perchè le donne come gingillo erotico hanno la loro importanza, ma insieme alla necessità di salvaguardare il rapporto con la moglie. Lei non deve sapere niente, nè chi può informarla e se le cose si mettono male, allora si batte in ritirata per salavare il matrimonio e rimandare le avventure a a tempi migliori. Altro che farsi pubblicamente fotografare alla festa di compleanno di una diciottenne. Bisogna tenere tutto insieme, la botte piena e la moglie ubriaca, se non contemporaneamente, almeno in tempi differiti. Repubblica e la stampa estera possono dire tutto quello che vogliono, ma se è la moglie a chiedere il divorzio, allora è un bel guaio e moltitudini di seduttori latini, allo stato civile coniugati, anzichè inneggiare al loro campione, si mettono a camminare rasente i muri.

Chi scopa bene, governa bene (se non sfascia la famiglia).

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