Sul Debsocialclub è possibile seguire un topic di commenti riguardanti Metaforum, sulla scia del caso relativo al fraintendimento tra il forumista Raptor e il professor Israel.La definizione di "fogna a cielo aperto" può essere pertinente per quei luoghi di discussione che non sono moderati e che ammettono ogni sorta di insulto e di violenza verbale. Oppure può essere il punto di vista di un luminare poco abituato al potere interattivo di Internet: essere contraddetti non piace a nessuno, e può particolarmente dispiacere a chi è solito comunicare dall'alto di cattedre, tribune, libri e giornali. Oppure ancora può essere il giudizio di un admin che dal suo forum dice male dei forum concorrenti o che lui percepisce come tali. Oppure infine può essere il frutto di una confusione nel modo di vedere uguali, mezzi di comunicazione che sono diversi, per cui un forum viene trattato come se fosse un blog o una rivista online, con tanto di linea editoriale da contestare. Ma da cosa sia presunta la linea editoriale resta un mistero. Cosa è che fa si che un forum sia ritenuto di sinistra anzichè di destra o, nel caso di questa sezione, antisraeliano piuttosto che filoisraeliano?
Come che sia, rispetto il mistero. Quello che invece non posso rispettare sono gli insulti rivolti alle persone. Quelle che formano una comunità virtuale, evidentemente "topi di fogna" o quelle prese individualmente di mira, con argomenti tanto offensivi quanto assurdi, come di solito capita con gli anatemi e le scomuniche, proclamati quasi in nome di un intero popolo, come nel caso delle offese che Deborah Fait rivolge ad Hava Leh, pur di negare la presenza di ebrei e israeliani su questo forum, già oggetto delle sue attenzioni:
Ci sono ebrei e israeliani la'? Non mi risulta, a parte una solita che essendo di sinistra e' d'accordo con voi o spera di convertirvi.
(...)
La persona che tu tanto ammiri purtroppo non gode la stima degli israeliani che la conoscono ma ognuno ha i suoi gusti.
Hava è una signora che ha alle spalle molta più vita di noi, tanto da poter essere stata una fondatrice dello Stato di Israele e aver vissuto tutte le guerre mediorientali, compresa quella del 1948, il cui esito era incerto e il rischio di soccombere, reale. Essere insultata e delegittimata da chi si è unito a quella impresa collettiva solo in anni recenti, può suscitare una divertita indignazione, però, se così capita, alla fine è giusto dare ai pionieri quello che è dei pionieri e ai seguaci di molto tempo dopo quello che è dei seguaci. L'unico torto di Hava è quello di esprimersi civilmente e di astenersi dal partecipare a risse e futili battibecchi. Sul piano dei contenuti, non mi risulta abbia mai concesso nulla e il suo modo di pensare non è assimilabile a quello del pacifismo o della sinistra, almeno per come li intendo io. Finora, è l'unica israeliana che ho visto riuscire contemporaneamente a sostenere una guerra (quella che io reputo criminale contro Gaza) e ad ottenere la solidarietà dei pacifisti.
Per chi sta sempre con la scimitarra in mano, la capacità di persuadere è una disconferma. Ma per la qualità di un forum, che non ha il compito di giungere ad una conclusione o ad una decisione, questa è una risorsa importante: non importa cosa si pensa, ma come ci si relaziona agli altri, come si stimolano le discussioni, come si struttura un discorso, come si portano contenuti. Coloro che meglio contribuiscono ad un ambiente civile e interessante, sono anche quelli che, magari senza volerlo, ottengono il maggior consenso, a differenza di altri che vogliono prevalere sempre, su tutto e subito, come nei Talk Show, con i medesimi atteggiamenti.
Se dovessi misurarmi in un faccia a faccia sul conflitto mediorientale e potessi scegliere il mio interlocutore, tra Hava Leh e Deborah Fait, non avrei dubbi: da fazioso militante "filopalestinese" sceglierei senz'altro Deborah Fait.
Che altro dire?
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