Sono pacifista e perciò sono contro la guerra in Afghanistan, ma se fossi guerrafondaio, la guerra vorrei farla al Pakistan. Eventualità affiorata anche nella campagna elettorale di Obama, che da quando è presidente ha portato i bombardamenti anche in territorio pachistano, nonchè dichiarato che l'India ha il diritto di difendersi.Ha poco senso identificare il terrorismo con uno stato, se non per il fatto che potenze statuali tradizionali sono preparate solo per i conflitti simmetrici tra eserciti regolari e a questo schema cercano di ridurre e ricondurre anche i conflitti asimmetrici, ma nell'insensatezza lo stato da identificare con il terrorismo più e meglio di altri sarebbe certamente il Pachistan. I talebani sono una creatura dell'ISI, i servizi segreti pachistani. Le basi e i campi di addestramento della guerriglia talebana si trovano nel Waziristan (Pachistan del sud). L'esercito pachistano accompagna i guerriglieri talebani al confine afghano, con i suoi furgoni e, al loro rientro dalle incursioni, li va a riprendere.
Musharraf, pur se vittima illesa di alcuni tentativi di eliminazione fisica, da parte degli islamisti, ha sempre mantenuto un atteggiamento ambiguo, se non di appoggio all'estremismo islamico in Pakistan. La presenza dei fondamentalisti, gli è servita per giustificare il regime militare contro i liberali e per combattere l'India in Kashmir, così come sostenere i talebani gli è servito per contendere l'Afghanistan al controllo dell'India, dell'Iran e dell'Uzbekistan, tradizionali sostenitori dell'Alleanza del nord. L'ultimo libro di Ahmed Rashid, Caos Asia, edito da Feltrinelli 2008 ed denuncia e documenta in modo dettagliato il doppiogiochismo, la complicità di Musharraf con il fondamentalismo islamico e l'acquiescienza dell'amministrazione Bush nei confronti di Musharraf.
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