Si aggira per il web lo spettro di una delusione: i contenuti di blog e forum stanno molto al di sotto per qualità e innovazione a quelli dell'informazione tradizionale e riproducono luoghi di discussione quali il bar sport e l'assemblea condominiale. L'affermazione è corretta, ma il tono deriva da una aspettativa sbagliata.Il web è soltanto un mezzo di comunicazione che riproduce quel che c'è. Rispetto ai vecchi media cambia solo nell'essere interattivo. Gli autori di libri e giornali vi portano la loro qualità e lo stesso fanno gli avventori dei bar sport. Nell'interazione, le due parti possono entrare in diretta relazione tra loro e capisco che, dal punto di vista di leader e intellettuali, questo possa essere anche una seccatura. Mettersi in gioco con chi non sempre sa giocare è un rischio elevato. D'altra parte, questa difficoltà la incontrano ogni giorno centinaia di docenti nel rapporto con i loro allievi, bambini, adolescenti, ragazzi. Riuscire a tenere una classe è una grande impresa, che costa fatica e sudore ed è inutile prendersela con il fatto che la maggior parte degli alunni sono discoli anzichè disciplinati bambini prodigio o almeno diligenti figli d'elité. Merito della scuola dell'obbligo, la scuola di massa, è quello di elevare un po' tutti, far salire la media, anche se poi alla fine il numero delle eccellenze resta sempre lo stesso.
Così è per la libertà di espressione in rete: tanta gente non abituata a scrivere, a commentare, a discutere, argomentare, confutare, strutturare un discorso, inizia maldestramente a farlo, e impara qualcosa. Leggerci non sarà istruttivo per altri, ma scrivere diventa istruttivo per noi, una forma di autodidattica involontaria, un effetto collaterale del nostro passatempo. Qualcuno da qualche parte, messaggio dopo messaggio, avrà forse composto una nuova Divina Commedia o riaggiornato Il Capitale, ma se non è capace di indicizzare le sue pagine nei motori di ricerca, se come si usa in cybergergo non è "seo", resterà nascosto e introvabile come un ago in un pagliaio, ma questo non è un inconveniente nuovo.
Chissà quante opere letterarie, musicali, artistiche ci sono sconosciute, solo perchè i loro autori non sono stati scoperti da nessuno, non hanno mai avuto un editore, un talent scout, una casa discografica, qualcuno che li scoprisse e li facesse conoscere al resto del mondo. Con la rete, qualche possibilità in più forse c'è. Per il resto la qualità è quella che emerge nei siti dell'informazione tradizionale, nei blog segnalati dalle vette delle classifiche di BlogBabel o dai blogroll dei migliori blogger d'autore, già noti per la loro produzione cartacea, e magari oggi meglio conosciuti e valorizzati dal grande pubblico, come per esempio, Noam Chomsky.
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