4.11.2009

Apologia di comunismo?




Tra i vari esercizi di equiparazione ideologica, vi è quello che propone all'Unione europea di introdurre il reato di apologia di comunismo. Una proposta che finora non è mai presa in considerazione e non ha senso, almeno in questa parte del mondo, ma secondo me in tutto il mondo.

Il comunismo è stato un sistema autoritario, ma instaurato sulla tradizione di regimi autocratici. Non ha abolito democrazie, non ha chiuso parlamenti. Si è affermato nella lotta violenta contro le vecchie classi dirigenti. Il fascismo e il nazismo sono state dittature instaurate con l'abolizione di precedenti istituzioni democratiche e con il concorso delle vecchie classi dirigenti contro le classi subalterne. Questa è una differenza, ma ve n'è sono almeno altre due.

Mentre il nazifascismo hanno solo portato dittatura, repressione e guerra, il comunismo oltre a migliorare la condizione materiale di vita delle popolazioni che ha governato, rispetto alle società precedenti (es. lo zarismo in Russia), ha dato un contributo determinante alla vittoria della seconda guerra mondiale, ha dato impulso al nostro stato sociale, ha contribuito al processo di decolonizzazione. Wojtyla sintetizzò la differenza a suo modo con una massima molto efficace: il nazifascismo fu il male assoluto, il comunismo fu un male necessario. Per questo durò molto più a lungo.

La terza differenza fu che nazismo e fascismo furono coerenti: diedero quello che promettevano. E infatti, non esistono nazifascisti che criticano i loro regimi storici da un punto di vista nazifascista per l'inveramento di un ideale più nobile. Anzi, non ha senso essere nazisti o fascisti senza identificarsi nella storia di quei regimi e dei loro leader. Mussolini e Hitler non hanno fatto nessuna rivoluzione, non hanno tradito nessuna rivoluzione.

Nel comunismo invece vi fu una grande contraddizione tra fini e mezzi. E infatti, abbiamo una vasta letteratura che critica l'esperienza del socialismo reale da un punto di vista comunista e numerose personalità che di quel sistema sono stati critici precursori e persino vittime. Da Rosa Luxemburg a Trockij, a Bucharin. Mentre non si può essere nazisti e fascisti senza stare dalla parte di Mussolini e Hitler, si può benissimo essere comunisti senza stare dalla parte di Stalin o di Breznev. Anzi, nella coscienza delle ultime tre generazioni di comunisti, lo si può essere solo coerentemente solo nel rifiuto della loro vicenda storica.

Io sono comunista, perchè sono per l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione e la comunione dei beni: da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni. E sfido chiunque a dire che sto commettendo un reato. Quando un consulente della Microsoft suggerì a Bill Gates di renderre Internet Explorer gratuito, per competere con Netscape, la prima reazione di Bill Gates fu quella di dirgli: tu sei un comunista! Non ebbe certo il dubbio di potergli dare anche indifferentemente del fascista. Obama, nella sua campagna elettorale, in cui proponeva la copertura universale del sistema sanitario, è stato accusato più volte di essere un "comunista". Non avrebbe avuto senso accusarlo di essere fascista.

Mentre fascista è indissolubilmente legato ad un regime nazionalistico e autoritario, comunista lo è solo in parte, questa parola continua innanzitutto ad evocare la questione sociale, l'ideale dell'uguaglianza. Ed è così anche nella mente di chi evoca quella parola come fosse un'accusa. Solo il comunismo può avere un'icona libertaria e rivoluzionaria come Che Guevara.

«Se do da mangiare al povero mi dicono che sono un santo, se cerco di capire perché il povero non ha di che mangiare allora mi dicono che sono un comunista» (Dom Helder Camara)

Nessun commento:

Posta un commento