Gli operai ci sono ancora, ma non sono più una classe. Si percepiscono come singoli individui, non come soggetto collettivo. E allora, votano ogni cosa. Perciò, il partito di classe è strutturalmente in crisi. O diventa partito pigliatutto, come i partito socialdemocratici. O declina, come i partiti comunisti.
Era profondamente radicato l'elettorato del PCI. Quello di Rifondazione ormai molto meno. Anche quello del Prc, in larga misura è stato un elettorato di opinione trasversale a tutte le classi sociali. Come fa un partito comunista ad avere un elettorato radicato in un paese dove il 90% del sistema produttivo è polverizzato? Sono rimasti alcuni insediamenti. Tuttavia, anche gli elettorati di opinione non sono tutti uguali. Quello di Rifondazione, misura il successo o l'insuccesso guardando se i militari restano o tornano dall'Iraq e dell'Afghanistan; se rimane o se si abroga la legge Biagi; se si aumenta o non si tocca l'età pensionabile, se si fa o non si fa la commissione di inchiesta sul G8 Quello di Di Pietro guarda come ti posizioni rispetto a Berlusconi e ai temi relativi al conflitto di interesse. E' uno schema più semplice. L'elettore di Di Pietro ha ben chiaro chi è il nemico: Berlusconi. Sapere chi è il nemico è un vantaggio formidabile anche rispetto alla propria autodefinizione. Per l'elettore comunista chi è il nemico? Si Berlusconi, ma anche la Confindustria, il Vaticano, gli Stati Uniti (forse non più con Obama), magari lo stesso centrosinistra, che pure però è alleato.
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