La saggezza dalemiana recita così: «C'è un antiberlusconismo che sconfina in un sentimento anti-italiano. Una concezione da élite illuminata che vive in un paese disgraziato, l'approccio peggiore che possiamo avere» (L'Espresso, 9 ottobre 2009).C'è solo il sospetto che lo stesso D'Alema sia un elitario che si sforza di non esserlo o che si rassegna con realismo a convivere in un paese disgraziato. Fu proprio un suo libro a titolarsi «Un paese normale», per indicare la sua prospettiva politica.
Dalla stessa analisi si possono trarre conclusioni diverse.
Se Berlusconi è la cifra dell'Italia o della maggioranza strutturale, è inutile pensare di poterlo battere, tanto vale attestarsi su posizioni di minoranza etica o di minoranza inciucista.
Dal “Discorso sopra il costume presente degli italiani”
di Giacomo Leopardi
1. cinismo e scarsità di senso morale, che induce gli italiani a non rispettare nulla e a ridere di tutto
2. assenza di una classe dirigente che sappia unificare il restante corpo sociale su concetti e comportamenti di riferimento. Conseguente mancanza di Stato e della Politica come strumenti di regolazione del "particulare" di guicciardiniana memoria, e sua sostituzione con la famiglia.
3. assenza di una forte vita interiore. Rifiuto della lettura, vista come "piccola morte", prevalenza della cultura orale, assenza del senso tragico compiuto.
4. degenerazione della religione, non interiorizzata, con netta prevalenza dei riti e delle cerimonie sulla coscienza. Il cattolicesimo con la sua casistica di peccati mortali e veniali, propone il lavacro morale periodico tramite la confessione, e ha indebolito il senso morale degli italiani
5. Trasformismo sociale e politico, da mettere in relazione con le vicende della Chiesa Cattolica e della Controriforma in particolare: il passaggio lento e graduale da una posizione all'altra e, spesso, al suo opposto, attraverso mediazioni e solenni documenti più che dallo scontro di forze normalmente avvenuto altrove.
6. "Pensiero debole" in fatto di crimine. Assenza di rigore verso il colpevole e disprezzo per le vittime, anche questo tratto tipico del cattolicesimo indulgente: perdonare per poi farsi perdonare, ma soprattutto per perdonarsi.
7. Furbizia: un approccio mentale molto simile all' esprit florentin, insomma, di chi machiavellicamente, in assenza di forza fisica e morale adeguata, sceglie di essere "più golpe che lione".
8. Gaiezza e vitalismo"
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