La "scomparsa del socialismo tedesco", in una puntata di Otto e mezzo da parte di alcuni commentatori, sarebbe stata attribuita, fra le altre cose al non cogliere da parte della Spd la portata di alcuni fenomeni, tra cui quello dell'immigrazione. In sostanza, la Spd avrebbe perso voti, in quanto non sufficientemente ostile ai nuovi venuti. Ma i voti persi dalla Spd sono andati in maggior parte alla Linke. E la Linke si definisce socialista.Come che sia, può aver senso rimproverare i partiti socialisti di non essere abbastanza xenofobi e vedere in questo il motivo per cui perdono le elezioni, quando i loro voti vanno alle formazioni xenofobe, come in parte è successo in Italia a vantaggio della Lega, ma quando, come succede in Germania, perdono invece voti verso l'estrema sinistra, quello stesso rimprovero non ha più senso.
Al solito, si prendono le già discutibili analisi confezionate per l'Italia e poi si pretende di cucirle addosso ad altri paesi. Una analisi che, probabilmente calza male anche per noi. Intanto, una sinistra ostile agli immigrati sarebbe una sinistra incoerente con i suoi princpi di fondo: uguaglianza, giustizia sociale, solidarietà. L'incoerenza di fondo con i propri principi causa più debolezza che forza. Ed è forse qui, almeno in parte, la ragione di molte sconfitte. Quando ha governato, la sinistra, nel concedere alla xenofobia, ci ha messo del suo e lo stesso ha fatto dall'opposizione. Si ricordino i centri di detenzione temporanea della legge Turco Napolitano oppure la campagna elettorale securitaria di Rutelli nel 2001, il pacchetto sicurezza antiromeni nell'autunno 2007 da parte del governo Prodi (Veltroni) e la recente legittimazione dei respingimenti da parte di Fassino.
Se la sinistra ha perso è per l'andamento pendolare dell'elettorato nel sistema bipolare. E' perchè la base sociale della sinistra è stata delusa nelle sue aspettative di cambiamento e di giustizia, in nome del risanamento economico, senza mai una contropartita, neppure in un secondo tempo, sul piano dello sviluppo e della redistribuzione del reddito. Si pensi alla costante perdita del potere d'acquisto dei salari dopo l'abolizione della scala mobile (1992-93); si pensi alla Finanziaria 2007, nonostante l'extra gettito fiscale.
Riguardo la sinistra cosiddetta radicale, il suo andamento elettorale è stato oscillante nell'arco di quasi un ventennio, mentre la crescita dell'immigrazione è stata costante. Dunque, è difficile stabilire una correlazione tra i due fenomeni. Nel 2008, la Sinistra arcobaleno è precipitata al 3%, perchè metà dei suoi elettori hanno votato PD con l'obiettivo di impedire il ritorno di Berlusconi, ma nelle Provinciali tenutesi lo stesso giorno delle Politiche, i suoi voti sono stati anche doppi e tripli. La sconfitta alle Europee 2009, è dipesa dalla divisione della sinistra in due liste, rimaste entrambe sotto la soglia del 4%, mentre l'area complessiva aumentava consensi più di qualsiasi altra formazione politica.
Con ciò, non penso che la questione dell'immigrazione sia ininfluente e certamente meriterebbe un maggiore impegno, anche a prescindere da valutazioni elettoralistiche, non sempre fondate, nel senso di una migliore elaborazione delle politiche di accoglienza.
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