«Presidente, sono una donna che non è a sua disposizione». Credo sia questa una delle più belle citazioni televisive degli ultimi trent'anni. Una frase semplice, diretta, sobriamente dignitosa opposta ad un insulto volgare e sessista, di fronte al silenzio inebetito degli altri ospiti maschi e del conduttore di Porta a Porta, maschio anche lui.Quell'insulto - "sei più bella che intelligente" - non stupisce, perchè è espresso da un personaggio come Silvio Berlusconi il cui immaginario da caserma è noto, ma indigna e preoccupa perchè è comunque espresso dal capo del governo, votato da milioni di elettori, che lui al tempo stesso riflette e riproduce, senza incontrare particolare resistenza.
Qui sta il punto dolente: l'opposizione debole al berlusconismo, come il silenzio di quegli ospiti. Quella parte di società non berlusconizzata, ma pronta ad accogliere l'idea che la compravendita delle donne sia soltanto "gossip", una frivolezza rispetto alle cose serie di cui occuparsi, per esempio la compravendita degli avvocati, dei testimoni, dei giudici.
Minimizzare è una strategia efficace e frequente per celare. Si veda Bonaiuti a proposito degli insulti di Berlusconi: "In momenti di particolare concitazione, sono cose che possono succedere". Già, ma non gli ha dato della "stronza", insulto grave, greve, ma neutro. Gli ha detto "sei più bella che intelligente" insulto grave, greve, ma riferito proprio al suo essere femminile. A Stefano Rodotà non glielo avrebbe detto, non perchè non si sarebbe permesso, ma perchè non gli sarebbe mai venuto in mente. Rodotà è un uomo. Allora, nei momenti di concitazione, succede che ci si sveli e si riassuma in una semplice battuta offensiva, una intera visione del mondo, dei rapporti umani, dei rapporti tra uomo e donna, in cui al primo compete comandare e alla seconda compiacere. La stessa cosa insegna la divisione sessuale del lavoro nella televisione commerciale berlusconiana come nei party di Giampaolo Tarantini. Se la seconda non piace e non compiace, lui la disprezza, la zittisce e prova a rimetterla al suo posto. La concitazione decide solo il tono più o meno urbano. A dar man forte all'onorevole presidente, c'era il signorile Castelli "Parli sempre come una zitella petulante", nonostante fosse più rilassato. Zitella, una che non ha avuto la fortuna di essere scelta da uomini come Castelli.
Le donne del PD hanno preso posizione da Finocchiaro a Melandri. Chiara Saraceno ha scritto un bell'articolo su Repubblica. Il Manifesto ha dedicato due pagine al fattaccio con un titolo fenomenale: "La bella e la bestia". Concita De Gregorio ha scritto il suo editoriale sull'Unità, con un lungo elenco di risposte. Repubblica ha raccolto, a stasera, le firme di 15 mila donne, ad un appello in reazione agli insulti sessisti del presidente del consiglio. Su Facebook, un gruppo di solidarietà con Rosi Bindi, ha raccolto in poche ore, ottomila adesioni. I siti dei principali quotidiani hanno dato ampio spazio alle reazioni. Ma i leader, quelli importanti, che si occupano di cose serie, di cose da uomini, sono rimasti in silenzio, come quei quattro uomini inebetiti di Porta a Porta.
Rosi Bindi l'avrei votata nelle prime primarie del PD. Anche se di origine democristiana, è una persona seria, con principi etici molto forti, laica nei fondamenti, e socialmente piuttosto a sinistra. Il solo fatto che appoggi Bersani, per me rappresenta una garanzia a favore di questo candidato, qualora decida di partecipare al voto. L'ascolto sempre con interesse. Non è bella, è vero, ma non è neppure brutta. Ha l'aspetto normale di una donna della sua età. I suoi lineamenti sono regolari. Trovarmi di fronte la sua faccia in una riunione o in una cena, mi farebbe solo piacere, mentre ad un Giampy Party potrei sopravvivere solo armato di bicarbonato. Non si è tinta i capelli, non si è stirata le rughe, non si è gonfiata la labbra, non si è rifatta i seni, non si è mascherata la faccia. E' normale, naturale, genuina, e tutto questo è bello, comunque più bello della plastica, del silicone, del butolino, del cerone, di tutta quella vacua falsità prominente che appena apre bocca ti fa cadere le braccia, come questa signorina più intelligente che bella, che sarebbe probabilmente di gran successo presso la caserma dei Berlusconi e dei Castelli.
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