11.17.2009

Esselunga, la cassiera e il mobbing inventato (?)

Può essere che, sulla base di quanto effettivamente accertato, sia plausibile una sentenza di archiviazione relativamente al caso della cassiera della Esselunga, tuttavia, è un po' troppo sbrigativo titolare, come fa il Corriere della Sera nella sua edizione online, La cassiera e il mobbing inventato, trasformando l'incertezza in una verità rovesciata. Idem l'Ansa: Mobbing: cassiera Esselunga mentiva; Il Giornale: La commessa dell'Esselunga inventò mobbing e aggressione; il TGCOM, quanto meno, ha cura di usare le virgolette: Mobbing,"cassiera Esselunga mentì" Milano, Gip archivia il caso. Certo, la richiesta di archiviazione del pm, sostenendo che «Le problematiche che la vitti­ma ha evidenziato appaiono legate ai disturbi psichici e al suo stato di sofferenza psico­logica», e parlando di «totale mancanza di atti­vità o volontà persecutoria», dà adito a queste interpretazioni.

Ma, il mancato accertamento di attività o volontà persecutoria, non dimostra affatto la sua totale mancanza. Che la cassiera abbia problemi psicologici, non significa necessariamente che si sia inventato tutto. I principali fatti a motivo della sua accusa restano: per una ora e mezza non le è stato concesso il cambio alla cassa e lei si è urinata addosso. Non si sa se per disorganizzazione o per vessazione. E' stata picchiata negli spogliatoi: trauma cranico facciale, di­storsione cervicale, ecchimo­si alle gambe e contusione al braccio destro «l’autore del fatto non è stato identificato e pertanto va accolta la richie­sta di archiviazione». Tuttavia, è successo, e le lesioni c'erano, accertate al Pronto Soccorso e riferite anche dalla testimonianza della sindacalista della UIL. Anche chi dice la verità, può fornire versioni contraddittorie, anche chi ha problemi psicologici può subire mobbing, e forse soprattutto, dato che le vittime privilegiate sono proprio le persone più vulnerabili con l'effetto di aggravare ulteriormente il loro stato di sofferenza.

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